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ottobre 14, 2013 / marcognora

ancora sul cavolo

cavolosul cavolo mi cito e suggerisco di leggere o rileggere questo post https://notiziedallorto.wordpress.com/2011/06/06/cavolo-cappuccio/

che a sua volta richiama un altro post sempre diretto e prodotto dal nostro ufficio “comunicazioni esterne” che parla, tanto per intenderci, di cavoli.

Sul cavolo ne sento dire di tutti i colori.  Mi sono fatto la convinzione che oramai  tutto e il contrario di tutto serve a giustificare i nostri gusti anche a costo di smentire clamorosamente la storia.

Siamo tutti un po’ bambini viziati. Se una cosa non ci piace, troviamo la scusa migliore per evitare un piccolo sforzo. Così ieri ho scoperto che una mia figlia, l’unica che non ha mai apprezzato la zucca, ha trovato la scusa giusta proveniente da una attenta anamnesi medica: lei è intollerante alla zucca!  Come un miracolo la parola “intollerante” usata in modo del tutto inadeguato si presta ad assecondare le peggiori inclinazioni umane. Un mio caro amico, ad esempio, ha scoperto di essere intollerante all’acqua…. lo ha scoperto da solo, ovviamente, senza l’aiuto di alcun medico… però si è opportunamente avvalso dell’esperienza sul campo di alcuni osti.

Certo, le intolleranze esistono, sono in grande crescita, ma attenzione a scambiare un semplice capriccio per una intolleranza!

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ottobre 7, 2013 / marcognora

stagionalità

Un cambio repentino di stagione, quasi una capriola. Siamo passati dal pomodoro alla verza in un batter d’occhio.

I tubi e le lance di irrigazione sono ancora tutti in campo, ma ormai non ci resta che mettere via tutto…. Fare su centinaia e centinaia di metri di tubazioni a goccia, portare in magazzino i tubi rigidi… e passare tra i filari di cavoli per vedere a che punto stanno… è incredibile. a distanza di pochi giorni vedi spuntare l’infiorescenza di un broccolo che nel giro di un attimo è pronto per essere raccolto e se solo ti dici… -mah, lo raccolgo domani… – rischi di trovarlo già troppo grande.  Porri e radicchi e insalate e biete crescono sotto il benefico influsso di una pioggia che per fortuna ha una dimensione “potabile”… abbiamo scansato le piogge torrenziali, battenti, che spesso di trasformano di vere bombe d’acqua.

Mentre le foglie degli alberi cominciano a segnarsi di giallo, in orto è tutto un rigoglio di verdi particolari… il verde tinto di riflessi violacei delle verze, il verde argentato dei cavolfiori, il verde scuro del cavolo nero e quello grigio dei broccoli si fonde con la gamma delle porpore e dei radicchi.

In mezzo un tenero verde di insalatine.

Ebbene sì, piove, ma l’orto d’ inverno ha i suoi lati positivi.

L’unica preoccupazione è che spero che il tempo si sistemi un poco per consentire, quest’anno, un buon periodo di semina del grano…. e vediamo se quest’anno riusciamo a piantare la saragolla e il senatore cappelli..

 

settembre 16, 2013 / marcognora

le grandi novità editoriali di “notizie dall’orto”

In questi giorni si è riunito il comitato editoriale di “notizie dall’ orto” . All’ ordine del giorno la modifica del formato del nostro aperiodico.

Oltre alla solita cronaca di quanto accade in orto (cosa che ultimamente appariva piuttosto opaca) si è deciso di introdurre una parte video che faccia vedere, e non solo immaginare, ciò che accade veramente.

per esempio volete partecipare alla meditazione dello zappatore solitario? lo potrete fare. Oppure vorrete prendere atto di cosa sia la lotta quotidiana per salvare il cavolo dalle aggressioni della cavolaia? potrete averne un ottimo reportage…

Il Comitato di Redazione, inoltre, ha deciso di raccontare meglio quello che mettiamo in cassetta di volta in volta…. per esempio potrebbe raccomandarvi di non conservare in frigo i pomodori oppure di togliere subito i fagiolini dal sacchetto per evitare la formazione di muffe…. vi potrebbe anche raccomandare di cucinare al più presto i fagiolini perchè questi, raccolti poche ore prima che vi arrivino a casa, tendono a deperire molto velocemente. Non così per melanzane e zucchine… altro discorso per i peperoni, che durano poco.

insomma: più notizie, più foto, più racconti sui prodotti, più video…. poi il comitato di redazione si è guardato allo specchio e si è chiesto: e chi dovrebbe fare tutto questo? ecco che si è palesata in tutta la sua drammaticità la carenza del sottoscritto….

settembre 9, 2013 / marcognora

beh, l’avete presa bene!

Torno sul problema prezzo perchè qualcosa mi è rimasto di traverso.

Non è tanto una questione di vile denaro, ma un qualcosa di più indefinito e di più inquietante che pongo alla vostra attenzione.

Tre anni fa ci si poteva rifornire di alcuni prodotti biologici, per esempio le mele o le patate,  andando da qualche azienda biologica, magari anche a 50 o 100  km di distanza e portare a casa qualche quintale di prodotto ad un prezzo all’ingrosso attorno all’ euro per chilo…

Oggi tutto questo non vale più. Andando un o’ in giro per aziende ho visto fagiolini venduti a 5 euro al chilo, peperoni a 3 euro e 50, fagioli a 4 euro…. e via dicendo… e parlo di prezzi praticati in azienda… poi vado al supermercato e trovo dei fagiolini, anche belli, a due euro….  Certo, sono prodotti con chimica, ma, a parte questo, come riescono solo a raccoglierli per questo prezzo?

Ieri ero al mercatino di Tera Tera ad Oriago. Verso le due, quando me ne stavo pacifico seduto all’ ombra del mio gazebo leggendomi l’ultimo numero di Terra Nuova, mi si avvicina un uomo magro, sorridente, arso dal sole, vestito in modo umile…Guarda la verdura che espongo e mi dice in  dialetto  che riesco a decifrare a stento… “anche tu hai fatto queste melanzane?” indicandomi delle melanzane candide candide che sembrano state dipinte di bianco…. e senza aspettare risposta mi dice che lui ne ha piantato mezzo campo..  Mezzo campo?! faccio io pensando che l’uomo dica misure a caso e così scopro di essere davanti ad un produttore per la grande distributore.

Lui di ettari ad orto ne ha circa una ventina e non so se questa misura vi dica qualcosa, ma per me un orto di venti ettari è grande come l’oceano pacifico. Mi dice che suo cugino di ettari ne ha 40, sempre ad ortaggi…. Lui ha 35 trattori, suo cugino otre 70.

Alla domanda di quanta gente lavora presso di lui, diventa evasivo. Gli chiedo per chi lavora e come viene fatta la programmazione…. beh, quella non la faccio io…mi risponde.. poi mi parla di serre… Con tutto quello che produci, sarai ricco… gli dico, ma so già la risposta… il discorso si sposta sui concimi….e sulla terra… lui che è contadino ha il cervello fino e capisce subito dove sto andando… mi fa un bel sorriso scoprendo una dentatura impressionante per malformazione, carie e quant’altro e mi augura una buona domenica… buona domenica anche a te…

Lui i fagiolini li venderà di certo  a meno di un euro, ne venderà quantità impressionanti, ma ne avrà al massimo un ricavo netto, tolte le spese di produzione, di circa 5 o 6 centesimi per chilo.

Poi tutto mi si confonde ancora di più… l’articolo di Terra nuova che stavo leggendo parlava della sperimentazione fatta sugli ortaggi biodinamici… la loro maggiore produttività anche se a fronte di costi leggermente più alti… circa un 20% in più… ma capisco che chi scrive l’articolo non ha molta dimestichezza con il tema dei costi d’ azienda.

ho bisogno di approfondire il tema dei costi e di capire dove stiamo andando perchè qui non riesco più a raccapezzarmi.

 

 

 

 

agosto 26, 2013 / marcognora

AUMENTA IL PREZZO DELL’ORTO IN CASSETTA

Come al solito il lavoro sporco lo devo fare io.

Scrivi tu – mi dice il perfido Federico – che sai essere commovente e lacrimoso….  Ecco, appunto. Se c’è una cosa che odio è proprio lamentarmi e dover giustificare l’aumento dei prezzi della cassetta può essere giustificato solo attraverso questo meccanismo pseudo caritatevole… poveri noi, costretti ad aumentare i prezzi, con l’occhio furbo di chi sa imbonire il pubblico, che chiaramente non ci crede, ma che apprezza l’imbonitore proprio perchè questo sta facendo il suo lavoro e lo fa bene, toccando le corde giuste, usando i toni delle tinte a fosche, ponendovi moralmente di fronte ad un aut aut…o con me o contro di me…. se comperi il mio pela patate sei dalla parte giusta, altrimenti sei uno sprovveduto, uno che nella vita non concluderà mai niente di buono…

Io queste corde non le so toccare.

Pongo all’attenzione di chi legge alcune considerazioni “a prescindere” ( ecchè… siamo uomini o caporali?………)

In primo luogo il nostro prezzo è fermo da oltre due anni. Nel frattempo è aumentato tutto: dall’ assicurazione al meccanico che tiene in vita il nostro furgone, dalle tariffe di Veritas al costo del metano, dall’energia elettrica al costo dei manici delle vanghe. Ma soprattutto è aumentato il costo delle materie prime. Quando dobbiamo ricorrere ad altri produttori o dobbiamo servirci al Tamiso (mercato ingrosso del biologico) questo incide pesantemente su tutti i nostri scarsi ricavi.

In secondo luogo siamo reduci da un tempo assolutamente incredibile.  Abbiamo letteralmente saltato una intera stagione di produzione: tra marzo e giugno non è nato nulla, niente frutta e niente verdura se no per un po’ di insalata e di zucchine…. poi tutto è arrivato in ritardo, ma non la frutta. Penuria di pesche, assoluta assenza di albicocche, niente susine. Abbiamo dovuto ricorrere al mercato all’ingrosso, ma il costo della frutta biologica è proibitivo.

Insomma, un mare di lacrime. 

Questo ovviamente non ci ha fatto perdere il buonumore, ma ci ha reso consapevoli che non è possibile continuare a lavorare sotto costo. Speriamo di riuscire a produrre abbondantemente per questo autunno e uscire dal tunnel della recessione, ma intanto un qualche provvedimento lo dobbiamo pur prendere…

C’è poi da dire che la nostra cassetta è decisamente concorrenziale, anche dopo l’aumento che la Banca Centrale decreterà a partire dal prossimo settembre, rispetto alla perfida concorrenza. La perfida concorrenza pratica prezzi di gran lunga superiori ai nostri. Poi loro sono anche scortesi, antipatici e poco seri. Ovviamente questo non è vero, ma risponde ad un nostro inconscio desiderio di risultare comunque i migliori fornitori della vostra Real Casa.

A parte tutto, io sono molto preoccupato per come si sta mettendo il tempo… sì, ormai che il tempo sia piuttosto impazzito lo hanno capito tutti…. e che questo impazzamento non sia dovuto al caso lo percepiscono in molti… ma all’orizzonte non si scorge ancora la consapevolezza generale che dobbiamo cambiare stile di vita…e qua dovremmo veramente farci sopra un pensierino.

giugno 17, 2013 / marcognora

poco alla volta

Mi sorprende la costanza.

Di solito mi stufo prima, ma invece, questa volta, devo proprio prendere atto della mio ostinazione.

E’ l’ostinazione che contraddistingue la sorda e caparbia volontà del contadino che credevo non mi appartenesse e che, invece, chissà dove stava nascosta dentro di me; eppure esiste.

Siamo in ritardo di tre mesi. E’ come se all’improvviso fosse saltata una intera stagione.  Ci eravamo perfino abituati alla frase “non esistono più le mezze stagioni” assunta a stereotipo di  ovvietà e di frase fatta…. ma mai avevamo visto, effettivamente, che saltasse in modo così evidente una intera stagione.

Le conseguenze sono ben visibili in quello che possiamo chiamare l’ “orto estivo”  che ovviamente nasce in primavera. Non abbiamo avuto i piselli soffocati dalla troppa acqua. LE zucchine, che alla fine sono “entrate in produzione” le abbiamo dovuto seminare ben tre volte. I fagiolini e i fagioli li stiamo seminando solo ora.  Pomodori, melanzane, peperoni stanno in grande ritardo…. Certo, nell’orto di mio suocero, piccolo e ben riparato agli eventi atmosferici, le poche piante sono belle grandi da fare invidia… mentre in pieno campo sono ancora piccole…

ma intanto sta prendendo forma … è un orto in ritardo di almeno due mesi ed è già tempo di semina delle piante invernali…entro metà agosto dovranno essere trapiantate in orto: porri, cavolfiori, broccoli, finocchi, radicchi…. e mentre scoppia il primo caldo non i può che prendere atto di questo strano clima..

maggio 27, 2013 / marcognora

lo “spirito” del nostro lavoro

All’inizio della nostra attività ribadivamo spesso quale fosse lo “spirito” del nostro servizio: era quello di portare direttamente a casa dei clienti i prodotti dell’orto. Con tutte le problematiche che questo comporta.

Per esempio: abbiamo pronte e belle 100 teste di insalata. Ma le richieste di cassette sono 110. Che fare? o abbiamo prodotti alternativi oppure ci dobbiamo arrangiare in qualche altro modo… per esempio tra noi funziona molto lo scambio di prodotti. Si telefona a Matteo, o a Piero o a Tizio o a Caio per trovare quello che manca. Verdura comunque appena raccolta dal campo, esente da prodotti chimici di sintesi e dignitosa nella forma…

“Dignitosa nella forma”? Cioè molte volte l’aspetto della nostra verdura è bello, ma non sempre può essere così. Nella coltivazione con prodotti solo naturali, come quella che pratichiamo noi, può succedere che la lotta contro funghi e insetti lasci qualche strascico. Mi spiego. La gamma delle muffe e degli insetti che aggrediscono la verdura è enorme: peronospora,  oidio, muffe di tutti i colori, mosche, ragni, lumache, pidocchi ecc.. (a dirla cosi sembra una cosa orribile!). E tutto questo si combatte con prodotti naturali, come olio di neem, latte, microorganismi vari, macerati di ortica, di cipolle, di peperoncino eccetera eccetera. Tutte cose, però, che non danno subito l’effetto immediato… In quella che viene chiamata agricoltura convenzionale si fa presto: una spruzzata di chimica pura e via, il problema è risolto. Così succede spesso che un cavolfiore da agricoltura convenzionale lo si trovi al mercato perfettamente bianco, senza alcun segno che lo deturpi nella sua perfezione, mentre un cavolfiore prodotto naturalmente, può portare qualche piccolo segno, qualche macchia rimasta come una medaglia a riscontro di una lotta vinta.

In condizioni “normali” noi garantiamo la qualità dei nostri prodotti e la loro provenienza.

Se questa fosse una situazione climatica normale in questa stagione staremo distribuendo le cose nostre: insalate, cipolle, piselli, zucchine, fagiolini ecc.  Resterebbero sempre problemi nel fare le cassette, qualche prodotto che manca, qualche altro in eccesso. Potrebbe succedere, appunto, di avere tante zucchine e pochi fagiolini.. così si avrebbe una cassetta forse squilibrata, ma noi partiamo dall’ orto e dai nostri eventuali errori di programmazione (ma programmare un orto non è decisamente una scienza esatta, almeno nel nostro modo di produzione!).

Affrontata in questo modo,è evidente che non riusciamo a soddisfare le esigenze di tutti i clienti. Chi chiede modifiche alla cassetta deve essere consapevole che dietro le sue richieste esiste un’ organizzazione che a volte non è assolutamente in grado di rispondere correttamente. Poniamo, per esempio che una settimana abbiamo messo in distribuzione dei finocchi… la volta segunete nno ci sono finocchi…Ma qualcuno ce li chiede ugualmente. Nei fatti, però, succede che non abbiamo finocchi pronti… magari tra quindici giorni… oppure tra 3 settimane, ma ora niente! Certo se ne abbiamo possiamo soddisfare la richiesta, ma in caso contrario nulla da fare. Questo per dire che alle nostre spalle non c’è l’organizzazione di un commercio di frutta e verdura,ma quello di una piccola azienda che produce e commercializza i propri prodotti. Se fossimo una azienda che commercia soltanto la verdura di altri, avremmo alle spalle un’altra organizzazione: avremmo, quantomeno delle celle frigorifere e molta più varietà di prodotti.

Invece adesso, a causa delle pessime condizioni climatiche, che dobbiamo per necessità ricorrere al mercato del biologico, siamo in forte crisi. E’ una crisi economica (i prodotti bio spesso costano molto all’origine  e noi non ci stiamo con il costo della cassetta a coprire le spese) , ma anche qualitativa.

Mi spiego: ogni settimana o anche due volte a settimana, El Tamiso, che è la cooperativa agricola che commercializza il biologico al mercato all’ingrosso di Padova, manda i suoi listini dei prodotti. Guardi i prezzi e guardi cosa c’è disponibile e lo metti nella mail per i nostri clienti….ma poi vai al mercato a fare gli acquisti e scopri, magari, che le carote sono nel frattempo finite, che le mele che ci sono stanno un po’ sul depresso e che i finocchi hanno l’aspetto di verdure che hanno visto tempi migliori… Succede perchè il mercato del biologico non ha le “certezze” e l’organizzazione del mercato convenzionale…

Pensateci: oggi il mondo agricolo si regge su serre riscaldate, sistemi di concimazione, diserbo e lotta ai parassiti fatti con metodi preventivi chimici talmente raffinati che sono in grado di ridurre il ciclo naturale di tre volte e più… se noi per avere una insalata decente ci stiamo almeno 70 giorni loro arrivano in meno di trenta a dare insalate perfette… se il ciclo naturale dei pomodori inizia a marzo per maturare a luglio, l’industria agricola riduce il ciclo al punto che pomodori, peperoni melanzane vengono prodotti a ciclo continuo e si sviluppano in meno di due mesi. Noi ci stiamo 5, 6 mesi, loro solo 2. Questo si chiama progresso, e il bello che la verdura così prodotta è assolutamente perfetta…. tutta uguale, senza macchie, senza imperfezioni.  Questa perfezione condiziona anche noi quando diventiamo compratori: l’immagine della verdura è quella proposta dai supermercati, dalla pubblicità, dalle parole evocative che stanno dietro alla mitologia della natura… olii raffinati e rettificati che sono abbianti a parole come natura, salute, bontà, tradizione e compagnia cantante…. E loro hanno la voce grossa nel condizionare gli acquirenti….

Noi invece non abbiamo voce. Vediamo delle aberrazioni pazzesche che poco alla volta, a suon di pubblicità, conferenze e splendidi risultati scientifici, diventano luogo comune e assodato… così il mercato chiede determinati prodotti frutto di ibridazioni, di manipolazioni dei semi e di pubblicità.

Succede, dunque, che noi mettiamo in lista una serie di prodotti… poi qualcuno (pochi in verità) reclama perchè nella cassetta non c’era il sedano, oppure le zucchine erano poche, oppure troppe ecc.. A volte alcuni prodotti non si mettono o per motivi di peso o per motivi di scarsità del prodotto…. e non è possibile, poi, indovinare i desideri dell’acquirente… Noi, francamente, cerchiamo di mettercela tutta anche se in questo periodo lavoriamo decisamente in perdita…sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista della soddisfazione perchè quando l’orto è sempre invasa da acquazzoni e devi riseminare prodotti per la terza o quarta volta di seguito perchè il ristagno idrico mette in dura sofferenza le piante, senti crescere lo sconforto e la pazienza cala pericolosamente sotto il livello di guardia…