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maggio 27, 2013 / marcognora

lo “spirito” del nostro lavoro

All’inizio della nostra attività ribadivamo spesso quale fosse lo “spirito” del nostro servizio: era quello di portare direttamente a casa dei clienti i prodotti dell’orto. Con tutte le problematiche che questo comporta.

Per esempio: abbiamo pronte e belle 100 teste di insalata. Ma le richieste di cassette sono 110. Che fare? o abbiamo prodotti alternativi oppure ci dobbiamo arrangiare in qualche altro modo… per esempio tra noi funziona molto lo scambio di prodotti. Si telefona a Matteo, o a Piero o a Tizio o a Caio per trovare quello che manca. Verdura comunque appena raccolta dal campo, esente da prodotti chimici di sintesi e dignitosa nella forma…

“Dignitosa nella forma”? Cioè molte volte l’aspetto della nostra verdura è bello, ma non sempre può essere così. Nella coltivazione con prodotti solo naturali, come quella che pratichiamo noi, può succedere che la lotta contro funghi e insetti lasci qualche strascico. Mi spiego. La gamma delle muffe e degli insetti che aggrediscono la verdura è enorme: peronospora,  oidio, muffe di tutti i colori, mosche, ragni, lumache, pidocchi ecc.. (a dirla cosi sembra una cosa orribile!). E tutto questo si combatte con prodotti naturali, come olio di neem, latte, microorganismi vari, macerati di ortica, di cipolle, di peperoncino eccetera eccetera. Tutte cose, però, che non danno subito l’effetto immediato… In quella che viene chiamata agricoltura convenzionale si fa presto: una spruzzata di chimica pura e via, il problema è risolto. Così succede spesso che un cavolfiore da agricoltura convenzionale lo si trovi al mercato perfettamente bianco, senza alcun segno che lo deturpi nella sua perfezione, mentre un cavolfiore prodotto naturalmente, può portare qualche piccolo segno, qualche macchia rimasta come una medaglia a riscontro di una lotta vinta.

In condizioni “normali” noi garantiamo la qualità dei nostri prodotti e la loro provenienza.

Se questa fosse una situazione climatica normale in questa stagione staremo distribuendo le cose nostre: insalate, cipolle, piselli, zucchine, fagiolini ecc.  Resterebbero sempre problemi nel fare le cassette, qualche prodotto che manca, qualche altro in eccesso. Potrebbe succedere, appunto, di avere tante zucchine e pochi fagiolini.. così si avrebbe una cassetta forse squilibrata, ma noi partiamo dall’ orto e dai nostri eventuali errori di programmazione (ma programmare un orto non è decisamente una scienza esatta, almeno nel nostro modo di produzione!).

Affrontata in questo modo,è evidente che non riusciamo a soddisfare le esigenze di tutti i clienti. Chi chiede modifiche alla cassetta deve essere consapevole che dietro le sue richieste esiste un’ organizzazione che a volte non è assolutamente in grado di rispondere correttamente. Poniamo, per esempio che una settimana abbiamo messo in distribuzione dei finocchi… la volta segunete nno ci sono finocchi…Ma qualcuno ce li chiede ugualmente. Nei fatti, però, succede che non abbiamo finocchi pronti… magari tra quindici giorni… oppure tra 3 settimane, ma ora niente! Certo se ne abbiamo possiamo soddisfare la richiesta, ma in caso contrario nulla da fare. Questo per dire che alle nostre spalle non c’è l’organizzazione di un commercio di frutta e verdura,ma quello di una piccola azienda che produce e commercializza i propri prodotti. Se fossimo una azienda che commercia soltanto la verdura di altri, avremmo alle spalle un’altra organizzazione: avremmo, quantomeno delle celle frigorifere e molta più varietà di prodotti.

Invece adesso, a causa delle pessime condizioni climatiche, che dobbiamo per necessità ricorrere al mercato del biologico, siamo in forte crisi. E’ una crisi economica (i prodotti bio spesso costano molto all’origine  e noi non ci stiamo con il costo della cassetta a coprire le spese) , ma anche qualitativa.

Mi spiego: ogni settimana o anche due volte a settimana, El Tamiso, che è la cooperativa agricola che commercializza il biologico al mercato all’ingrosso di Padova, manda i suoi listini dei prodotti. Guardi i prezzi e guardi cosa c’è disponibile e lo metti nella mail per i nostri clienti….ma poi vai al mercato a fare gli acquisti e scopri, magari, che le carote sono nel frattempo finite, che le mele che ci sono stanno un po’ sul depresso e che i finocchi hanno l’aspetto di verdure che hanno visto tempi migliori… Succede perchè il mercato del biologico non ha le “certezze” e l’organizzazione del mercato convenzionale…

Pensateci: oggi il mondo agricolo si regge su serre riscaldate, sistemi di concimazione, diserbo e lotta ai parassiti fatti con metodi preventivi chimici talmente raffinati che sono in grado di ridurre il ciclo naturale di tre volte e più… se noi per avere una insalata decente ci stiamo almeno 70 giorni loro arrivano in meno di trenta a dare insalate perfette… se il ciclo naturale dei pomodori inizia a marzo per maturare a luglio, l’industria agricola riduce il ciclo al punto che pomodori, peperoni melanzane vengono prodotti a ciclo continuo e si sviluppano in meno di due mesi. Noi ci stiamo 5, 6 mesi, loro solo 2. Questo si chiama progresso, e il bello che la verdura così prodotta è assolutamente perfetta…. tutta uguale, senza macchie, senza imperfezioni.  Questa perfezione condiziona anche noi quando diventiamo compratori: l’immagine della verdura è quella proposta dai supermercati, dalla pubblicità, dalle parole evocative che stanno dietro alla mitologia della natura… olii raffinati e rettificati che sono abbianti a parole come natura, salute, bontà, tradizione e compagnia cantante…. E loro hanno la voce grossa nel condizionare gli acquirenti….

Noi invece non abbiamo voce. Vediamo delle aberrazioni pazzesche che poco alla volta, a suon di pubblicità, conferenze e splendidi risultati scientifici, diventano luogo comune e assodato… così il mercato chiede determinati prodotti frutto di ibridazioni, di manipolazioni dei semi e di pubblicità.

Succede, dunque, che noi mettiamo in lista una serie di prodotti… poi qualcuno (pochi in verità) reclama perchè nella cassetta non c’era il sedano, oppure le zucchine erano poche, oppure troppe ecc.. A volte alcuni prodotti non si mettono o per motivi di peso o per motivi di scarsità del prodotto…. e non è possibile, poi, indovinare i desideri dell’acquirente… Noi, francamente, cerchiamo di mettercela tutta anche se in questo periodo lavoriamo decisamente in perdita…sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista della soddisfazione perchè quando l’orto è sempre invasa da acquazzoni e devi riseminare prodotti per la terza o quarta volta di seguito perchè il ristagno idrico mette in dura sofferenza le piante, senti crescere lo sconforto e la pazienza cala pericolosamente sotto il livello di guardia…

 

 

 

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