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gennaio 14, 2013 / marcognora

diffidate, gente, diffidate!

Ieri eravamo con la nostra merce al mercatino del radicchio a Mirano.

Come spesso succede mi capita di trovare vecchi amici di  una o due vite fa. E si scherza, e si ricordano i tempi passati, e via, grandi pacche sulle spalle e una breve moviola di come eravamo…. e adesso? come te la passi? subito faccia da crisi… diciamo bene, per non dire male… a proposito: lo sai che Tizio è veramente messo male…e Caio ha perso il posto….mah! io la vedo brutta…. e giù grandi risate (sic!) che tra me e me penso che sarebbe stato meglio non incontrati…e lui pensa propria la stessa identica cosa.

Ah, bene, almeno tu con la campagna te la cavi! sì, certo, dico io, con la campagna se non altro me la cavo…. (tra me e me penso: mi cavo cosa? ). Mi verrebbe voglia di partire con un pistolotto di quelli che non mi fermi più… ma lo sai che l’acqua? e il diserbanti? e il clima? e i semi? e il mercato? e le multinazionali? Ma ti rendi conto che non ci rendiamo conto? (questo è un mio classico pensiero… sta a significare che la cosa più disastrosa della questione relativa alle nostre vite, ma soprattutto a quelle dei nostri figli e nipoti è legata alla nostra incredibile inconsapevolezza…. e qua mi partono una serie di retropensieri difficili da cogliere in tutto il loro profondo articolato.  Del tipo: ma sono diventato un vecchio rinconglionito io oppure sono gli altri che non vedono? oppure: non è che sia un “catastrofista” con gli occhi foderati di pessimismo e di antimodernismo? ma anche: ma forse hanno ragione loro, con le loro Agende Monti, le agende Bersani, le agende Berlusconi. Le Agende che le banche non ci danno più ora che le danno i politici…. dove comunque non esiste la campagna, non esiste l’agricoltura, non esiste il clima, non esiste… Basta! senza accorgermi mi è partito il pistolotto…. quasi quasi chiudo la parentesi, Ok, chiusa!)

Insomma la realtà è piuttosto complessa. Ma quali sono allora le prospettive future? Ecco io penso al futuro e penso che seminerò tra una sessantina di giorni i piselli proprio dove ora non c’è niente…. e dove c’è un disastro di piante recise di cavoli/broccoli/verze ci pianterò verdi insalate e dove ci stanno oggi i radicchi tardivi forse andrò di fagiolini…. ecco, il futuro mi pare subito migliore!

 

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5 commenti

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  1. Stefano / Gen 14 2013 1:29 pm

    Caro sconosciuto amico, ( mi permetto di chiamarti amico anche se non ti conosco ) la tua lettera mi ha commosso, andrò anche io verso una vecchiaia da rincoglionito? I tuoi pensieri sono anche i miei forse è stata questa empatia a commuovermi, sto intrapendendo ( dopo esser stato derubato del mio vecchio lavoro ad opera di poveri sciagurati arrivati nel nostro paese senza un adeguato controllo sostegno e speranza) una nuova avventura fatta di stagioni, di semine e speriamo raccolti. Lavoriamo con la stessa mente volta a risvegliare chi ancora ignora il pericolo insito nella grande distribuzione , della massificazione e della mistificazione del nostro unico vero tesoro, il cibo che mangiamo, la nostre terre e le nostre colture e culture.
    Felice 2013 e in culo a banche e agende.

    • marcognora / Gen 14 2013 6:02 pm

      Ecco, mi sento meno solo…
      E vai!!!! che ci sarà da godersi comunque l’aria, il sole e la felicità di una sedia di fronte al sole al tramonto dopo una dura giornata….

  2. Franca / Gen 17 2013 5:30 pm
  3. francesca / Gen 21 2013 3:51 pm

    Già, non c’entra nulla con l’agricoltura, ma ho appena finito di leggere un bellissimo libro sui meravigliosi lupi selvaggi del Canada… solo per scoprire alla fine che… non ci sono più! Uccisi tutti…. distrutta la loro foresta pluviale per farne area industriale…
    Ma perché l’uomo è l’unico animale a non far quadrare il cerchio della perfezione della natura? E, soprattutto… perché appartengo a questa orribile specie?

    • Stefano / Gen 22 2013 1:57 pm

      Forse perché siamo l’unica specie che ha insiti gli stati vitali di inferno ( guerra ) avidità e collera, credo che la specie umana ha il dovere e la responsabilità di trasformare questi sentimenti da distruttivi in costruttivi, solo così l’essere umano può elevarsi ad una disumana umanità , dove per umanità intendo tutto ciò che è fuori di noi è dentro di noi.

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