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dicembre 2, 2013 / marcognora

Ramolaccio, questo sconosciuto

Questa settimana abbiamo deciso di mettere in tutte le cassette il ramolaccio, un ravanello che veniva coltivato da egizi e cinesi fin dalla remota antichità. Bisogna ammettere che abbia un sapore particolare e piccantino, ma è un ottimo rimedio contro la tosse, artriti, calcoli, per stimolare l’appetito (qualora ce ne sia bisogno..) e facilitare la digestione. Per stemperare la caratteristica nota pungente si consiglia di abbinarlo con le carote, in insalata o cotto sotto forma di zuppa. Si può preparare come il cren, lo si trita per bene e poi lasciato sotto aceto con un pò di sale e zucchero, oppure, dopo averlo lessato in 
abbondante acqua, si può consumare affettato e condito oppure ripassato in padella, fritto in poco olio. In zuppa a cubetti o grattuggiato come contorno. Si conserva a lungo quindi potete tenerlo in frigo e ogni tanto darci giusto una grattuggiatina.

Il produttore, il nostro caro amico Zeno Griggio che potete andare a trovare in via Scarante a Zelarino, ci informa che è ottimo anche contro il raffreddore, quindi utilissimo in questi primi freddi pungenti. Si tagliano le foglie all’altezza del colletto, sopra si scava un buco di 3 -5 centrimetri di diamentro e si riempie con 1 cucchiaio di zucchero, si attendono 40 minuti e si formerà uno sciroppo che potete bere e vi passerà subito il raffreddore. Se non funzionerà prendetevela pure con Zeno! 

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novembre 26, 2013 / marcognora

la prima gelata dell’anno

Eccola arrivata! in una mattina splendida, con un’aria che ti arriva fredda come una palla di neve sul collo, constato l’arrivo della prima gelata notturna della stagione.

Ieri si sprofondava ancora nel fango… oggi si cammina sulla nuda terra come se ci si muovesse sul cemento armato. Tutto è duro e freddo. Impensabile raccogliere alcunchè. Bisogna aspettare che il sole faccia il suo lavoro e riscaldi quel minimo sufficiente a far sì che il coltello tagli radicchi e gambi di cavoli e fiocchi e che la terra rilasci le radici dei porri.

e le mani tornano ad essere ghiacciate come un anno fa….

novembre 25, 2013 / marcognora

verso la fine

Penso che sia come andare in pensione. Guardi l’orto e i tuoi sentimenti vagano tra il fastidio e la nostalgia. Fastidio perchè sembra che tutto stia andando verso un degrado inarrestabile: fango, zone di ristagno d’acqua dove il baulamento del terreno raggiunge le quote più basse, alberi ormai completamente spogli, parti incolte lasciate a se stesse, qualche pila di cassette lasciate qua e là…Nostalgia perchè il pensiero va a quelle  poche soddisfazioni che ti sei guadagnato durante il periodi di massima produzione: le ore passate a raccogliere pomodori da sugo sotto il solleone, la bellezza assoluta di sentire il risveglio dell’alba primaverile di maggio con il coro degli uccelli che stazionano nell’oasi,  la speranza della semina e perfino  il ritmo ossessivo della zappa che zap zap zap rompe la terra attorno alle verdure.

In campo ci stai poco, giusto il tempo di raccogliere cavoli vari e radicchi, porri e gli ultimi finocchi prima che le gelate (che prima o poi arriveranno) decretino la fine della produzione.

E poi fai sempre delle considerazioni che sanno un po’ di sconfitta. Ecco, avremmo dovuto piantare questo un mese prima e siamo stati scemo a non piantare di più di quest’altro. Se poi piantavamo anche a inizio novembre, con il caldo che c’è stato, avremmo potuto…. considerazioni che hanno sempre un senso di sconfitta come se ogni anno non facesse storia a sè.

In questo periodo si sente proprio l’incedere dell’inverno, stai andando verso il periodo morto e non sei ancora entrato in quella logica che già pregusta l’arrivo della primavera che al contrario ti sembra un tempo tanto remoto che forse quest’anno non verrà nemmeno…

Ma se ci guardiamo attorno sappiamo che ci sta tanto lavoro da fare: soprattutto pulire, sistemare, pulire, ordinare, aggiustare, pulire..

Ah, che bello! ci sta anche da potare le piante, tagliare alberi e fare legna, preparare i manici per rastrelli vanghe e zappe… lavori da pensionato!

 

 

novembre 18, 2013 / marcognora

Castradina: ricetta tradizionale della Madonna della salute

Verze in cassetta

Alla vigilia della Madonna della Salute è d’obbligo mangiare la castradina. Poche storie ragazze e ragazzi non ci sono scuse, gente che accampa pretesti del tipo “non mi piacciono le verze”,  “ma io non seguo le tradizioni”, “ma io sono vegetariano”, “ma io non sono veneziano”, ma io … ma io … ma io…ecchè, vogliamo scherzare?

La Madonna della Salute venerata a Venezia ricorda la fine della pestilenza del 1630 finita per intercessione, appunto, della Madonna rappresentata come Madonna nera. Ora, non so se ci si rende conto… ma noi siamo Donna Gnora!!!!  Nome preso da un antico toponimo della campagna attorno ad Ostuni. Secondo una versione Donna Gnora significa appunto “Madonna nera”, secondo un altra, molto meno nobile, si riferisce a “donna nera” rimandando ad un idea di luogo piuttosto di dubbia fama. Comunque sia, in entrambe le versioni, il nostro spirito ecumenico porta questo nome con orgoglio.

Riporta il sito della Regione “Tradizione vuole che gli antichi veneziani raggiungessero la chiesa in barca aspettando la celebrazione della prima messa del mattino. Dopo il sacro, il profano e nel nostro caso si tratta di una zuppa calda di castrà con verze, per ricordare, così si racconta, che durante quella pestilenza, la città fu messa in quarantena e l’ultima nave che arrivò in porto trasportava cosciotti di castrato proveniente dall’Istria” (per la storia della Castradina cliccate qui ).

ricetta tratta da http://digilander.libero.it/venexian/ita/castradi.htm

Ingredienti per 4 persone

Castrato salmistrato 1000 g.
Verze 1000 g.
Burro 50 g.
Cipolla 100 g.
Sale e pepe q.b.
Timo q.b.

Procurarsi della carne di montone castrato salmistrato (disponibile a Venezia nel periodo tardo autunnale), bollire la carne per tre volte cambiando l’acqua ogni volta; conservare l’acqua dell’ultima bollitura.  Soffriggere la cipolla nel burro ed aggiungere la verza tagliata a julienne, farla cucinare fino a 3/4 di cottura, unirla poi alla carne insieme al suo brodo e completare la cottura.  Si può aggiungere a piacere un pizzico di timo.  Il piatto andrebbe servito in ciotole di coccio con crostini di pane saltati al burro.  Un Cabernet sauvignon asolano darebbe il tocco finale.”

Posso metterci di mio alcune precisazioni. La carne di montone è salata ed essicata. Non è male lasciarla a bagno un giorno prima. Le prime due bolliture devono durare almeno 20 minuti cadauna. Sgrassare il brodo. La terza bollitura si deve protrarre a lungo. circa quattro ore. La castradina è uno stracotto…. Nell’ultima bollitura aggiungere anche altri odori tipo chiodi di garofano e rosmarino.

buona Salute!

 

ricetta tratta dal sito

novembre 16, 2013 / marcognora

Video: cavoli!

13/11/2013
Stiamo raccogliendo i cavolfiori per le cassette che saranno distribuite questa sera!

novembre 4, 2013 / marcognora

fagioli che germogliano

Qualcuno ci ha segnalato che i fagioli che abbiamo messo la scorsa settimana in cassetta avevano cominciato a germogliare. Beh, nulla di male. Anzi.  Potete tranquillamente mangiare i germogli dei fagioli, assieme ai fagioli, e avere il beneficio nutrizionale della germinazione. (si veda questo articolo)

Alcuni germogli non fanno bene come, per esempio quelli delle patate. Avrete  notato come anche le patate dell’ultima cassetta tendano a germogliare… hanno pochissimi giorni di vita… in condizioni stagionali normali non avremmo alcun germoglio, ma qua il tempo la fa da padrone e in questo periodo abbiamo un autunno particolarmente caldo e tutto germoglia. Abbiamo quantità enormi di cavolfiori tutti pronti allo stesso tempo… anche se sono stati trapiantati in modo scalare per avere una maturazione differenziata.. Non c’è verso. E’ umido e caldo e le piante germogliano…. guardavo poco fa un fico… ha appena perso le foglie da pochi giorni  ed ha delle gemme apicali che sembrano pronte a buttare…

Ma torniamo ai fagioli. E’ bene che i fagioli non siano tenuti dentro al sacchetto perchè nel giro di uno o due giorni il baccello comincia a marcire e i fagioli a germinare… curateli il prima possibile.

I germogli delle patate, invece, toglieteli prima della cottura.

 

ottobre 28, 2013 / marcognora

fagioli a colazione

So che una vasta parte del pubblico è interessata alle mie vicende strettamente personali. Ne parlavo giusto ieri con il mio personal trainer  durante una seduta di allenamento.  Mi lamentavo perchè a volte la curiosità del pubblico  invade anche la sfera della privacy, incurante di un che minimo rispetto.

Ma poi uno perdona perchè ama il suo pubblico! E allora si lascia andare alle confidenze gettando in pasto alcune piccanti notizie. Così faccio io ora, raccontando quanto furtivamente ho fatto oggi a colazione….

Mentre tutta la casa era ancora avvolta dalle calde coltri di Morfeo, sono sceso nelle cucine a fare colazione.

Ho smesso di bere caffè. Solo una spremuta di limoni buttata giù con un brivido! è una cosa da uomini duri che faccio con sprezzo del pericolo. Poi armeggio nervosamente tra contenitori di biscotti, barattoli di marmellate, pentole di verdure avanzate… ed ecco tra scovo un pentolone di fagioli lasciati ieri sera sulla cucina economica a cucinare…. sono cotti al punto giusto…. prendo una tazza (il contenitore è essenziale per una buona colazione!)  e la riempio di fagioli fino all’orlo. Sale olio aceto….. assaggio: ottimi. Però ci vorrebbe qualcosa ancora. Ecco che scovo del sedano, e della cipolla…questo fagioli sono un capolavoro!

sono veramente buoni: Saranno anche gli ultimi, ma sono una delizia…. alla faccia del mulino bianco!!!!!!