freddo!

gennaio 16, 2012

Ancora albeggiava e noi stavamo preparando il furgone per andare alla fiera del radicchio di Mirano. Quando tutto era pronto a Federico è venuta la brillante idea di portare anche un po’ di cavolo nero.

Bella idea, ma fa freddo! ho protestato.  Ma per la causa si fa questo ed altro… ho preso una cassetta di legno pesante con con la sorprendente agilità che mi contraddistingue mi sono incamminato per una terra dura come il ferro verso la nostra piantagione di cavolo nero.

Davanti a me una distesa di cavolo rigorosamente bianco…. coperto di brina ghiacciata che a prenderlo a mani nude ti viene perfino da lacrimare.

Riempio la cassetta, ma le foglie sono talmente gelate che sono rigide quasi fossero di vetro o di ceramica… provo a comprimerle ma si spezzano … la quantità non è molta… ma sul banco del mercato di Mirano fanno la loro porca figura.

Molta gente chiede di che “erba” si tratti….Cavolo nero…. ah, ma credevo che il cavolo nero fosse quello a palla …ma come si fa?  chi lo conosce già, invece, ce lo chiede contento di “averlo trovato”. Ovviamente a me fa piacere distribuirlo (quasi  gratuitamente…) però ho ancora le mani gelate per una buona metà di mattinata.

Si dice che il termometro sia a -4…,  poi il sole ci regala una bellissima giornata.

Quando la temperatura sale la terra si “molla”. Se vai in orto a mezzo giorno di infanghi nonostante siano mesi che non piove.  Sembra incredibile.. l’altr’anno di questa stagione andavi nel fango quasi fino a metà polpaccio e molte volte lo stivale veniva letteralmente catturato dalla morsa del fango…. adesso, invece, si riesce a camminare abbastanza bene. I radicchi e le cavolacee (crucifere) stanno bene. Ad una certa temperatura si bloccano…. però sopportano il freddo bene. Poi, quando la temperatura giornaliera sale , riprendono a vegerare, piuttosto pigramente, ma costantemente. Così si passa di fila in fila tastando le teste di radicchio che all’esterno non sono per nulla invitanti, ma all’interno sono belle piene, solide e rigogliose.

Anche il “cumulo”, ossia quella massa di residui vegetali che stanno là a maturare e trasformarsi in humus, sembra esternamente fermo, direi morto. Basta prendere una vanga e muovere un po’ la parte superficiale e apparentemente secca che subito si manifesta un brulicare di vita… grumi di lombrichi piccoli e rosei…vermi che stanno ad indicarti che là qualcosa si muove.. e matura.

E’ anche il momento di piantare alberi… Secondo il calendario di Maria Thun i giorni propizi per piantare alberi sono il 2 febbraio e il 28 febbraio….

 

 

 

 

consigli per gli acquisti

dicembre 5, 2011

pubblicizzo le patate americane!

intanto perchè ne abbiamo in abbondanza ed è bene consumarle perchè temono molto il freddo, poi perchè le cosiddette patate americane hanno proprietà che voi umani non potete nemmeno immaginare… per esempio  è ricca di betacarotene, un potente antiossidante, membro della salutare famiglia dei carotenoidi. Favorisce la protezione contro tumori dell’apparato digerente, migliora l’artrite e aiuta a migliorare la risposta immunitaria. (ci risiamo!..)

LA patata americana non ha nulla in comune con la patata che è una solanacea..

Se ne sta là buona e tranquilla. non morde, non fa male, non ha grandi pretese. Si lascia mangiare anche come merenda… Io, che sono tendenzialmente sadico, a volte la davo ai miei figli come merenda da portare a scuola…Non so se li prendessero in giro per questo… ma ricordo sempre  che Ludo aveva preso il vezzo, ogni mattina, di prendere qualcosa di particolare: a volte le patate americane, altro volte le carote, altre volte una mela. Niente kinder o merendine per i miei  figli… poveri, una vita di sofferenze!…….

 

 

 

Cavolo nero

dicembre 5, 2011

copio dal sito cibo&cibo le proprietà del cavolo nero:

“Grazie alla presenza di speciali inibitori (indoli), il cavolo nero è considerato un alimento utile nella prevenzione di numerose forme tumorali (cancro al colon, al retto, allo stomaco, alla prostata e alla vescica), nonché dell‘ulcera gastrica e delle coliti ulcerose. Dal punto di vista nutrizionale, gli aspetti più interessanti di quest’ortaggio sono rappresentati dall’elevato contenuto di vitamina C e dal bassissimo potere calorico (da 19 a 25 kcalorie). Quest’ultima caratteristica ne fa un alimento ideale per chi soffre di sovrappeso.”

Quando leggo delle proprietà “miracolose” delle verdure, io sono un attimo dubbioso. Non  tanto perchè non creda ai benefici specifici delle verdure, ma piuttosto perchè penso che siamo totalmente deviati rispetto ai benefici delle stesse. Mi spiego: quando andiamo dal medico molto spesso ne usciamo con precise indicazioni: non magiare questo, elimina quello. Difficilmente, però il medico ci dice: mangia questo, mangia quello. A fronte di quello che non puoi mangiare, troppo spesso vengono proposte medicine o integratori….

Il mondo è pieno di persone che, oggi come oggi, non possono mangiare solanacee (personalmente sono convinto che molte di queste distorsioni delle dieta derivino dal fatto che non viene rispettata la stagionalità).. però il mondo è pieno anche di persone che non conoscono i benefici delle cavolacee…

Ecco. Il cavolo nero è un portento. Ma questo lo dico principalmente dal punto di vista gastronomico.  Non solo ribollita quindi. Raccomando un unico accorgimento: le coste del cavolo fanno tolte. si cucinano solo le foglie. In internet potete trovare molte ricette…

pesto di cavolo nero (e qua mi cito!)

“Il cavolo nero si usa per le zuppe (vedi ricetta della ribollita). Ma è possibile usarlo ovviamente come verdura lessata o meglio scaltrita. Venerdì l’ho proposta sotto forma di “pesto”. Ho scaltrito in olio di oliva extra vergine il cavolo nero aggiungendo un po’ d’acqua e sale… una decina di minuti… poi ho frullato il cavolo aggiungendo uno spicchio di aglio e un po’ di mandorle… un po’ d’olio extra… buono col pane, ottimo per condire la pasta… Come variante ho anche aggiunto  due acciughe… per me ancora meglio…”

o con le patate (e qua rimando al blog idee ricette)

buon appetito!

 

 

 

 

 

parliamo di noi!

novembre 28, 2011

Orbene, è tempo di grandi cambiamenti.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerci da un po’ di tempo, saprà che chi distribuisce la cassetta è niente popò di meno che “donna gnora srl”… questo è stato fin dall’inizio quando ancora le cassette erano fatte di pietra e si distribuiva utilizzando un dromedario. All’inizio dei tempi eravamo in due: io e Fede, ossia padre e figlio.. uno pensava e l’altro agiva. La cosa, ovviamente, funzionava male perchè a pensare ero io. MA neanche l’agire andava per il verso giusto. Ora le cose sono molto cambiate anche perchè siamo sempre in due, quelli di prima. Ma ora i ruoli si sono invertiti: uno agisce e l’altro pensa. L’azione contempla, oltre che la distribuzione delle cassette e il conseguente rapporto con i clienti, anche la coltivazione del fondo che è la parte hard del lavoro. e la pubblicità, i rapporti con altri produttori e una infinità di altre operazioni che svolgiamo con assoluta diligenza e puntualità svizzera. Il pensare, invece, contempla considerazioni di ordine generale, escatoligico, polifonico e nucleare.

A complicare le cose ci si è messa anche la passione. Quella che mi ha preso tra capo e collo e che rimanda direttamente al mio DNA contadino. Per millenni i miei avi hanno coltivato la terra con l’unica interruzione di mio padre che pensò di affrancare se stesso e tutta la sua discendenza da questo antico legame con la terra.  Ma così scrisse il fato e dopo una vita rocambolesca e avventurosa ( sic!) mi ritrovo qua, legato alla terra..

Tutto questo gira e volta di parole per dire semplicemente che in prevalenza la distribuzione della cassetta da ora in poi sarà fatta dall’azienda agricola donna gnora di federico mantovan.  LA cosa per la nostra spettabile clientela non comporterà alcuna differenza rispetto ad oggi tranne il fatto che in prevalenza non ci saranno più ricevute fiscali se non per prodotti quali pasta, olio. vino ecc… che acquistiamo da terzi.

E questo è solo l’inizio.

Oggi ho scritto un post sul blog di donnagnora che parla di cibo spazzatura come riflesso della crisi economica. Cioè più amenta la crisi e più la gente tende a compare cibi a poco prezzo, pieni di proteine ignobili, di grassi insaturi, di brufoli e cerchi alla testa.

Mentre il popolo ricorre al cibo spazzatura l’aristocrazia mangia leggero: verdure, legumi e cereali… pesce e frutta.

A parte ,il pesce che è un articolo che non trattiamo, il resto lo potete trovare da noi a prezzi umani e di ottima qualità (a parte un cavolfiore, alcuni fagioli, circa 27, delle mele con i vermi e qualche altro disguido, che in anni di duro lavoro  sono sfuggiti al ferreo controllo esercitato dalla catena di montaggio delle nostre aziende) .

Pensavo: sai che bello in questo periodo gramo se invece che regalare scatole di cioccolatini di cattiva fattura, la gente regalesse per natale delle belle ceste di verze, biete, radicchi e carote?

 

 

riflessioni sopra un cavolfiore

novembre 22, 2011

Ultimamente le mie note sull’orto sono  turbate da alcuni riscontri negativi. Dopo le mele picchiolate è la volta del cavolfiore marcito. In mezzo riscontro note di zucca insapore. Di fondo  l’astuzia di questo commerciante abilissimo a mettere nella cassetta merce tarocca. Io però non mi sento per nulla “commerciante” per due ordini di motivi. il primo è che essere “commerciante” non ha in sè alcun elemento negativo. Conosco commercianti che sono ottime persone e di cui mi fido ciecamente. Il secondo ordine di motivi è che io più che altro mi sento “produttore ” ossia, in altre parole, essendo un orticultire, mi sento contadino.

Ho imparato che esistono  contadini  orgogliosi dei propri prodotti al punto di essere anche piuttosto suscettibil Nel tipo di coltivazione che io faccio, senza aiuto di prodotti chimici di sintesi, di anti parassitari, di aifermentativi, succede che la quantità di “scarti” rispetto alla coltivazione convenzionale, sia decisamente superiore, Non sempre è così, ma capita. PArlando per esempio di cavolfiore  quest’anno io mi sono mangiato una quantità incrdibile di primizie (era ancora caldo): Non facevo in tempo a raccogliere che il cavolfiore cominciava a mostrare i segni di un deterioramento e diventava scuro . Questo nel giro di un giorno… e tutto questo, ovviamente non poteva vinire nella cassetta ma prendeva inesorabilmente la strada o del “cumulo” o della mia cucina dove abilmnete si recuperava il recuperabile.

Nella produzione convenzionale che oggi viene praticata dalle aziende agricole di una certa dimensione e dotate di macchiari e che ricorrono alla chimica di sintesi, gli scarti sono molto minori. Il prodotto matura tutto assieme e raggiunge dimensioni del tutto omogenee.

Non è che una azienda di grosse dimensioni si possa permettere di raccogliere un cavolo si e dieci no,, e poi dopo un po di giorni ripassare le varie file di ortaggi e raccogliere un parte  e depo altri giorni un altra ancora. No, non funziona così. Quando “l’uomo Del Monte” ( ricordate una vecchia pubblicità suglia ananas?) dice “Sì”, parte la macchina e si raccolgie tutto il lotto di prodotto. Difficilmente nel’intero lotto ci stanno scarti… tutto avviene con precisione e il prodotto è di solito visivamente più bello, sano, non attaccato da parassiti, senza alcun difetto.

Porca miseria, a me capita di avere cavolfiori da chilo, da un chilo e sette e da sette etti che maturano assieme. Cioè ognuno fa un po’ come gli pare. Non c’è disciplina.

Guardo le file dei porri.. la in fondo alla fila sono ancora della grossezza di un dito. all’inizio della fila sono grossi come un avambraccio. Possibile? Eh, penserà qualcuno, li hai pinatati in modo “scalare”… e sì, certo. Però non è andata così: sono loro che fanno così a secondo di fattori spesso imprevisti. Un ristagno d’acqua, una lavorazione del terreno più o meno profonda, la presenza di alcune piante concorrenti, l’agressione di qualche insetto… insomma… che ti devo dire: in natura continua a saltar fuori questa faccenda della diversità.

Lo dico così, tanto per dire, ma sembra quasi impossibile. Solo una attività “forzata”, pesante e caparbia riesce a piegare la natura e fare in modo che tutto sia uguale. Se vai al supermercato non farti gabbare dall’occhio. Le cose più perfette sono spesso le peggiori…

penso anche che questo mito di mettere gli uomini tutti in fila, tutti uguali e vestiti tutti allo stesso identico modo. non porti un granchè bene, ma questo è un altro discorso…

Ps: non vorrei dare una cattiva impressione o non essere riconoscente. Ma da tutti i nostri clienti arrivano spesso complimenti e ringraziamenti. Capita anche che qualcuno ci faccia presente un qualche errore. Scusate, può succededre, ma finchè si tratta di una verdura non conforme al nostro solito trend siamo ben contenti di poter rimediare la volta seguente, Fatecelo sapere e possibilmente ricordatecelo nella mail. Magari in ritardo, ma saremo contenti di poter rimediare!

 

riflessione su una mela

novembre 14, 2011

piccole e butterare. Ma anche mica buone.  Che facciamo? Ne parlo con il mio fornitore.

hai perfettamente ragione, mi dice lui. Certo. Avere ragione non mi consola.

Controdeduzione. Ma il biologico è anche questo. No, un momento. la coltivazione naturale non può contemplare anche la mela di pessima qualità perchè troppo piccola. Ho imparato che spesso una mela sotto misura non riceve abbastanza linfa… va semplicemente scartata. Se poi esistono altri elementi critici, quali una annata particolarmente triste o disastrosa dal punto di vista meteo, allora è possibile spiegare e ragionale, raccontare e documentare.  Ma non è questo il caso.

diciamo che abbiamo sbagliato noi… e ce ne scusiamo.

Altre mele. quelle di media taglia sono invece ottime al gusto. Alcune sono macchiate di fumaggine, una sorta di muffa nera che ha a che fare con la melata, gli afidi, la linfa, lo zucchero della piante. Queste macchie fanno pulite prima di mangiare Basta prendere una pezzetta inumidita e strofinare…. verrà fuori una bellissima mela lucida e profumata.

Ecco, se volete una possibile controprova sul “biologico” considerate che nell’agricoltura convenzionale non si forma questa fusaggine perchè le irrorazioni di antiparassitari bloccano questo processo sul nascere.

 

le prime brine mattutine…

novembre 14, 2011

Sono due giorni che l’alba si illumina su un orto coperto di brina.

La terra, altrimenti ancora zuppa delle piogge della scorsa settimana, è dura… verso le dieci di mattina tornerà il fango, ma intanto si può camminare tranquillamente e girare… Ricognizione tra finocchi che già soffrono il freddo e radicchi e cavolacee varie che, invece, sembrano trarre beneficio…

Se giri per la campagna ti capita di vedere campi di radicchi tardivo alto come non mai e con pennacchi di infiorescenze. Brutto segno. Il radicchio ha sofferto il caldo dei mesi passati..

Nel nostro orto il radicchio tardivo è bello  e quasi quasi sarei tentato di provare ad imbiancarlo già adesso… ma per contrasto ho una sorta di repulsione dovuta alla sensazione fredda ed umida del “curare” il radicchio. Lavorare con freddo in mezzo all’acqua corrente non è gradevole…

Fragole. Sto trapiantando fragole dall’orto sinergico al pieno campo dove utilizzano la pacciamatura del meloni.

L’aria è bellissima. Appena il sole s’alza, l’aria si scalda e girare per l’orto è una festa nonostante il fango.

Ci sono ancora peperoni e melanzane.

 

come sta l’orto?

ottobre 31, 2011

Ovviamente non mi pronuncio sulle modificazioni climatiche perchè sarebbe ridicolo.  Sicuramente, però, l’andamento climatico di questa stagione è decisamente particolare.

Venerdì stavo facendo su alcuni tubi dell’impianto di irrigazione per metterli via prima che il generale inverno arrivi con i suoi rigori. Mentre sono affaccendato in queste faccende (notare la citazione, prego!) lo sguardo mi cade dalla parte di melanzane e peperoni.. E che ci stanno a fare là i fiori bianchi dei peperoni e quelli viola delle melanzane? mi avvicino per assistere al fenomeno di una fioritura tanto tardiva, quasi novembrina…. Le piante di melanzane sono esauste, ma ciò nonostante continuano a fare fiori e sono abbastanza cariche di piccole melanzane lunghe non più di dieci centimetri… al tatto sono dure come pietre e le più vecchie presentano crepe e rotture.. non fanno certo voglia, ma la comparsa dei fiori è assolutamente incredibile.

LA cosa che è veramente sorprendente, invece, è quanto accade dalla parte dei peperoni. Oltre ai numerosissimi fiori che ornano le cime delle piante, queste sono letteralmente cariche di peperoni verdi, alcuni già striati o di rosso o di giallo.. sono talmente tanto che più di una pianta è spezzata per il troppo peso… ne riempio una cassa: saranno buoni?

Bene, sono tre giorni che mangiamo peperoni: sono ottimi anche se fuori stagione. peperone “ultimizio” potrebbe essere l’idea per una commercializzazione di nicchia… ma al supermercato ho visto i peperoni a 1,5 euro al chilo. sembrano appena usciti dalla fabbrica.. rosso ferrari…turgidi e metallizzati, di sana plastica… eppure oggi  potrebbero essere quasi di stagione.

Verze, cavoli e broccoli fanno il loro corso, sembrano tranquilli. Non così i cavolfiori… non splendidi perchè si devono cogliere ancora piccoli… altrimenti fanno subito delle marcescenze puntiformi, troppo caldo? penso di sì… la mia esperienza in fatto di cavolfiori è ormai consolidata: Ho piantato, decisamente in controtendenza, alcune piante di cavolfiore verso maggio… a fine agosto hanno regolarmente fatto la loro infiorescenze e alcune piante anche di una bella dimensione… ma non hanno durato niente… qualcosa ho fatto in tempo a mangiare, ma tutto di corsa perchè dopo poche ore che coglievo il cavolfiore questo cominciava inevitabilmente a marcire… e se lasciavi il cavolfiore sulla pianta nello spazio di un giorno ingialliva per poi, il giorno successivo, macchiarsi tutto di nero…Da là ho capito che aveva ragione quella santa donna che aveva contestato la mia scelta di piantare cavolfiori in estate…. non lo ammetterò nemmeno sotto tortura, perchè siamo fatti così… ostinati e caparbi. (parla per te!).

Come forse ho già avuto modo di dire in qualche altra parte di questo blog, dalle mie parti il radicchio sta bene. Ricordo che mentre lo piantavo è passato per il campo un amico che di mestiere fa l’agronomo e l’ho visto scuotere dubbioso il capo… non ce la fa….  lo stai piantando troppo tardi… se non si chiude prima di una gelata lo perdi….eccola là, la profezia della sfiga…piantare inutilmente è una cosa che ti abbatte perchè vedi il tuo lavoro andare in rovina, sognavi filari belli golfi di radicchi e ti vedi invece costretto a buttare via tutto…

E’ quanto sta succedendo, per esempio, con il radicchio di chioggia, che io  quest’anno non ho seminato perchè a casa mia non gode di particolare considerazione (a me, a dire il vero, piace, ma non così ad altri membri influenti della mia family..) Fatto sta che radicchio di chioggia, quest’anno se ne troverà proprio poco e a caro prezzo perchè se ne è andato tutto in semenza… E anche gli altri radicchi sono stati molto danneggiati dalla stagione troppo calda.

Porri e finocchi bene.

Zucche. Quasi finita la delica veneta che è stata raccolta a fine agosto e che quest’anno era veramente ottima. Abbiamo zucche “noce di burro” oblunghe e gialle. Quest’anno le abbiamo assaggiate solo sotto forma di tortelli..che buoni!

Grande produzione di cavolo nero… di cui si mangiano le foglie togliendo la costa che è dura e amarognola…

Il cavolo nero si usa per le zuppe (vedi ricetta della ribollita). Ma è possibile usarlo ovviamente come verdura lessata o meglio scaltrita. Venerdì l’ho proposta sotto forma di “pesto”. Ho scaltrito in olio di oliva extra vergine il cavolo nero aggiungendo un po’ d’acqua e sale… una decina di minuti… poi ho frullato il cavolo aggiungendo uno spicchio di aglio e un po’ di mandorle… un po’ d’olio extra… buono col pane, ottimo per condire la pasta… Come variante ho anche aggiunto  due acciughe… per me ancora meglio…

Proveremo a fare lo stesso procedimento usando, al posto delle mandorle (ma probabilmente fanno bene anche noci o pistacchi o pinoli…) delle castagne. Vi saprò dire.

le esigenze dei clienti…e quelle dei fornitori….

ottobre 10, 2011

“Il patto scellerato che regola i rapporti tra noi che forniamo i prodotti e quelli che i prodotti acquistano è retto da un principio occulto, segreto, tacito e spesso inconfessato e inconfessabile.”

Così inizio un post sul blog di Donna Gnora e questo patto scellerato consiste nel tacere… nel non far sapere, nell’occultare, nel chiedere fiducia e nel millantare…tutto sommato è un comportamento “facile”.

La mia sensazione è che il “cliente” non ami conoscere le difficoltà di produrre, ma guardi, come giusto, solo al risultato. Così, le poche critiche che ci arrivano, riguardano spesso la “quantità” del prodotto…  meno patate e più carote, più radicchio e meno porri, più porri e meno zucca..  Tutto molto comprensibile e possibilmente da assecondare… ma se mi chiedi più tegoline e io ho prodotto solo 20 chili di tegoline cosa devo fare se qualcuno si lamenta perchè 4 etti di tegoline sono poche mentre 7 etti di melanzane sono troppo? Eppure la disponibilità di ortaggi era così… 4 etti bdi tegoline a testa (più o meno) e sette etti di melanzane a testa (più o meno)..

Qualcuno potrebbe obiettarmi, giustamente: organizzati meglio… produci di più… certo!

Faccio un esempio concreto. Questa settimana per martedì ci servono circa 50 cavolfiori…. altrettanti  circa ci serviranno  nel corso di tutta la settimana… i cavolfiori passano in fretta… maturano veloci e non è che li puoi lasciare là… o li consumi o quelli passano e diventano invendibili…  100 cavolfiori non sono poi così pochi… ma il punto è che noi non li abbiamo… abbiamo però qualche cavolo calabrese, e dei cappucci.. e questo è la somma della produzione di tre piccoli produttori… di cui uno siamo noi..La produzione di 70/ 80 cavolfiori alla settimana, comporta una produzione di qualcosa come una migliaio di cavolfiori…fatta in modo scalare pensando di averli a disposizione per circa 7(8 settimane… salvo imprevisti, grandini, colpi di freddo o colpi di caldo, attacchi di parassiti o atlro. un migliaio di cavolfiori sono, visivamente, una bella fetta di terra…

quindi alcuni nostri clienti, se tutti vogliono cavolfiori, resteranno insoddisfatti. A meno che non mi rivolga al “mercato”… oggi i cavolfiore all’ingrosso del biologico mi costano 1,75 euro al kg… se poi ci aggiungo i costi del viaggio e dei ingresso al mercato, io lavoro in perdita. Grazie, abbiamo già dato….

Ma se il cliente vuole un cavolfiore bio e se lo compera in un negozio biologico, lo paga, penso, attorno ai quattro euro al chilo…

Dunque, questo mio sproloquio sta a significare: noi cerchiamo di darvi il meglio.. lo raccogliamo poco prima di consegnarlo e cerchiamo di mettere assieme quantità e qualità… a volte non riusciamo a soddisfare tutti… e questo ci dispiace… però cerchiamo sempre di rispettare i pesi che ci siamo dati e molte volte li superiamo… la cassetta piccola contiene almeno tre chili, quella normale ne contiene almeno cinque e quella grande almeno 7…spesso abbondiamo… ma qualche volta, inevitabilmente qualcuno ci potrà obiettare… troppe carote e poche melanzane…

Ah, per la cronaca…

i cavoli calabresi sono di Rudy

la bieta è del Rosmarino

le mele sono di Matteo…

le carote sono del Tamiso…

 

concorrenza?

ottobre 3, 2011

Sono in fila alla cassa del supermercato.

Sto in un grande centro commerciale dove ti puoi perdere  e sono entrato più per curiosità che per bisogno. Sotto il braccio tengo due teglie da torta, unica cosa che mi ha sollecitato la fantasia. Costano poco e già pregusto la scena di quando andrò in cerca di quelle teglie nuove …. che ho comprato quella volta…e ‘ste benedette teglie sono andate giusti giusto ad infilarsi dentro altre teglie preesistenti che quando ti servono, porcamieria, non le trovi mai…. e sbadabang! tiri giù tutto: la nostra grande serie di teglie tortiere vassoi in metallo che stanno tutti stivati dentro una credenza e quando ti servono devi per forza di cose buttare tutto a terra per trovare quello che cerchi…. e poi il dramma è quello di mettere in ordine cercando di dare un senso a tutte quelle cinfusaglie metalliche. MA anche questa volta non ci riuscirai…Alla prossima!

Dunque me ne sto in fila davanto alla cassa numero 12. Davanti a me tre giovani donne con carrelli mezzi pieni… ma questa mi sembra la fila minore…  inevitabilmente violo la privacy e acquisisco una gamma invinita di notizie private che mi fanno capire abbastanza delle famiglie di chi mi precede.

Ecco… se dovessi indagare la vita privata delle persone comincerei proprio dal carrello della spese. Ma non solo cogli l’intimo delle persone, ma se osservi bene ti rendi conto subito dell’effetto della pubblcità… tutte le tre giovani donne che mi precedono sono innamorate del bifido… il bifido è attivo! Ai miei tempi un bifido era una persona mendace e falsa… bifido perchè dotato di lingua biforcuta, come un serpente, come satana che offre la mela ad Eva… bivido… serpentino… anguillesco!    era la descrizione che Francesco (compagno di liceo) faceva di quelli che erano decisamente inaffidabili, falsi e ruffiani…

Oggi il bifido tira come il pane!  In realtà il Bifidus Bacterius non è una novità così sorprendente e sconvolgente fatta tanto di recente. Si tratta, infatti di uno dei ceppi preminenti che abitano da sempre il nostro intestino umano..

sono là da quando esistiamo e oltre  che nel nostro intestino li troviamo in molti cibi fermentati primo tra tutti nello yogurt… il “bifidus actiregularis” invece, è una invenzione commerciale della Danone. La Danone è una multinazionale da brivido… una di quelle  che “controlla” il mercato e che è in grado di “condizionare” comportamenti e gusti della spettabile clientela.

Dunque il 100% del mio campione predilige  il bifidus actiregularis che regola le funzioni dell’intestino e che fa tanto bene.. tutte le mie cavie (ossia le signore che mi precedono alla cassa)  prendono il bifidus al gusto di frutta… zucchero che fa bene e non ingrassa..

I resti dei carrelli hanno una netta predominanza di cose dolci… Succhi di frutta, budini sempre della Danone, biscotti di varia forma, merendine “bio”,  verdura niente, qualche formaggio, qualche prodotto precotto… e ancora yogurt birra patatine…

una dieta da candidati al diabete.

Ecco, mi dico… con una sorta di fastidio, queste signore non sapranno mai apprezzare le mie marmellate, i miei sott’olii, le mie verdure… mi direbbero … troppo zuccherate o troppo poco zuccherate… troppo aceto o troppo saporite…troppo di questo o troppo di quello… LA Danone non fa mai nulla di “troppo”… è tutto tendente al neutro… pago  le mie tortiere e me ne vado a invasare melanzane sott’olio…

E va bene, non farò mai concorrenza alla Danone, ma a me poco importa. Io ho uno sparuto gruppo di buongustai che quando aprono un barattolo di marmellata di mele, o uno di pomodorini, o un barattolo di fagiolini lo sanno appezzare e mi dicono “buonissimo”… io lavoro per loro… loro non amano, come me, la Danone, perchè loro sanno che i sapori di una volta non erano neutri, l’aceto sapeva da aceto e bifidus stava tranquillamente nello yoguth e nel nostro intestino…l’olio era saporito ma cambiava con il tempo perchè vivo, e i quattro salti non li si faceva in padella, ma su un campo di calcio o di pallacanestro, magari irregolare o inventato….

E poi il mio concorrente “danone” che tanto ci tiene alla salute dei suoi consumatori (tant’è che prima ti propina zuccheri a gò-gò e poi di offre prodotti che riducono la glicemia anche se, questa pubblicità è stata definiti “ingannevole”…)  non è che sia particolarmente sensibile al tema ambientale

e così, tra una furbata e l’altrà, qualcuno prospera…ma attenzione : il consumo deve essere responsabile: non fidatevi della pubblicità!!!

il primo fiore

settembre 26, 2011

Lo scorso febbraio me ne andavo per l’orto con sentimenti contrastanti..un po’ sconsolato per la desolazione invernale e un po’ bramoso di riprendere al più presto la coltivazione.

Era stato un autunno ed un iverno piovoso e la terra era pesante d’acqua e tra me e me mi ripetevo… possibile che non posso fare nulla adesso?

Ovviamente l’acqua ha il vizio di gelate ad una certa temperatura e quando la terra è così un po’ fradicia e un po’ ghiacciata è meglio lasciarla ferma perchè lavorarla diventa controproducente e si fanno sono danni.

Pur sapendo bene tutto questo non ero comunque tranquillizato e continuavo a chiedermi cosa potevo piantare in quella terra che avrei quasi sicuramente rovinato..

Poi  la folgorazione: topinambur.  Noi li abbiamo mangiati raramente, ma quelle poche volte sono rimasto piacevolmente sorpreso dal gusto sorprendente di questo tubero che nasce spontaneo lungo i corsi d’acqua  e che in autunno colora del giallo dei suoi fiori alcuni lembi del nostro paesaggio.

Bella idea, mi son detto (se non me lo dico io…)

Mi sono messo subito alla ricerca di topianbur trovandone una cassetta  piuttosto cara al mercato del biologico…

Ovviamente mi sono  informato in internet restando sorpreso dalle virtù anche terapeutiche di questo tubero..

Bene presto detto  presto fatto. cercando di non fare danni e senza lavorare il terreno ho “seminato” una lunga file di pezzi di topinambur lungo il confine del  campo.

Poi mi sono perfino imenticato di questa mia realizzazione. Lungo il confine si è creata una selva di erbe sulle quali svettano arbusti erbacei lunghi più di due metri. Chissà, mi chiedevo, se poi nascerà qualcosa…. da alcuni giorni è possobiile scorgere lungo le strade e i fossi degli arbusti in fiore. Specie di grandi margherite di un giallo intenso…

Ma nel mio campo nulla….. nulla fino a ieri, domenica quando ad una attento esame ho finalente scornto il primo fiore di topinambur sbocciare.

e son soddisfazioni!

 

 

il pane del 20 – 25 settembre

settembre 20, 2011

questa setimana il pane che propongo è fattesclusivamente con farina di farro,

Per chi non lo sapesse esitono diversi tipi di farro. Il farro è stato il primo cereale che l’uomo ha utilizzato per il proprio nutrimento… i romani, quelli con le armature le lance i pennacchi, i senatori e le toghe, usavano il farro che solo molto tardi è stato soppiantato nella dieta romana dal frumento..

Farro monococco, farro dicocco, farro spelta… sono le tre grandi famiglie di questo cereale. La meno “pregiata” in termini nutrizionali è il farro spelta che sopporta bene anche i climi freddi ed è di grande produttività.

Queloo che io uso, invece, è un farro dicocco autoctono dell’abruzzo.

Il farro non lievita con facilità ed è molto sensibile alle movimentazioni, PEr questo lo metto dentro le forme per evitare che si afflosci nel monento durante l’ultima lievitazione ela messa in forno..

il sapore è deciso. E’ un sapore rustico, naturale.

Chi ha l’occasione di assaggiarlo, mi faccia sapere deifetti e pregi.

grazie

 

 

 

conservare

settembre 19, 2011

Nel bel mezzo di un agosto calduccio ci siamo trovati in una particolare crisi congiuturale.  Parlo  di “borsa”, ma non quella che ci assilla con le sue performance quotidiane (anche voi non riuscite a chiudere occhio a causa delle fibrillazioni del mercato?). LA borsa di cui parlo è quella della spesa. O meglio: io parlo della nostra cassetta di verdura. Ricomincio.

Nel bel mezzo di un agosto calduccio ci siamo ritrovati con tanta verdura e pochi clienti. Come sempre agosto è un periodo strano. (non a caso chi scrive questo post è nato in agosto…)

Che fare delle eccedenze di verdura? la cosa più ovvia: mettere via. Il primo a riempirsi è stato il surgelatore che come ogni anno viene sistematicamente stivato di ogni ortaggio che starà là intoccato fino a quando, il prossimo anno, dovremmo rimettere nuova verdura in eccedenza. E’ un classico. Quand’è che ci accorgiamo di avre un intero cassetto del surgelatore pieno di fagioli? Nel momento in cui abbiamo quanche chilo di fagioli in più da mettere via e questo succede, appunto, verso agosto. Ma questo sono problemi personali.

Il primo grande problema di “conservazione” ci arriva con i pomodori da salsa…  Nonostante che i pomodori li abbandoniamo al loro destino senza alcuna cura, senza alcun trattamento, senza alcuna assistenza nemmeno psicologica, questi riescono ugualmente a crescere e ad arrivare a maturazione.

E comincia il periodo delle passate di pomodoro che anche se fatte in piena canicola estiva hanno sempre uno strano retrogusto che rimanda a nebbie e frescure.

Dopo aver abbontantemente soddisfatto il nostro fabbisogno familiare, abbiamo deciso di fare passate per metterle in “vendita”. passate con solo pomodoro senza aggiunta di nulla.. Passate a mano, con ore e ore di macinino.. fino a quando Marilena mi ha prestato una macchina elettrica che i un attimo fa quello che io faccio in ore…  incredibile!

Poi  mi sono allargato: Salse! E’ una sorta di evoluzione naturale. Se hai fatto una buona passata ti viene da aggiungere un po’ d’aglio, un po’ di basilico, un po’ di origano è il gioco è fatto. Sìccome tutto quello che serve è nella nostra piena disponibilità, non  vedo ostacoli. Sterilizzare vasi e vasetti, bollire pomodori, infasare. sminuzzare, assaggiare… fare assaggiare. sembra un gioco infantile (e un po’ lo è).

PErchè poi non allargarsi e passare alle ncoserve di zucchine, melanzane, fagiolini ed altro?

Qua il gioco si ingarbuglia perchè le cose “importanti ” sono la sicurezza alimentare. Inevitabile passare per la bollitura in aceto che aumenta il PH delle verdure ed evita l’insorgenza di brutte sorprese. Su una cosa non ho dubbi: io uso sempre e solo olio extra vergine di oliva. LA qualità  dell’olio è fondamentale. Ma si può stare certi che una volta consumata la verdura l’olio che resta fa sempre ottimi servizi nel condire insalate, paste o che altro…

Il lavoro di “conservazione”è piuttosto impegnativo. PRenddiamo ad esempio le zucchine: una volta raccolte dal campo ti ritrovi la sera a lavarle, tagliarle in senso longitudinale e poi togliere la parte centrale, quella dei semi che anche se ancora molto piccoli, danno una specie di spugnosità alla zucchina… e quindi via tutto. Poi si tagliano a fettine di un  centimetro circa di spessore e si mettono dentro uno scolapasta mescolandole con sale marino integrale

Dopo un dodici ore e passa le zucchine devono essere immerse in vino e aceto per pochi minuti… due massimo tre.

Una volta scolate fanno asciugate bene e poi invasate. Io aggiungo aglio ed origano e devo dire che il risultato mi sembra soddisfacente…

Ah, adesso stiamo facendo marmellate succhi di mele.. Marmellate di meleee? mai sentite… mai viste! eppure in vita mia non ho mai mangiato tanto marmettate come adesso… boh!?

 

 

verso la fine d’agosto

agosto 29, 2011

E’ quasi incredibile accorgersi che il tempo passa comunque….

Avevo  la sensazione che questo agosto non finisse mai… non che la cosa mi dispiacesse, anzi! solleone, caldo a non finire, un mucchio di lavori da fare… un agosto di 45 giorni sarebbe l’ideale, per prendersela con più calma, per recuperare la fatica, per godersi il bello dell’ombra e le frescure della sera.

ma invece ci avviamo anche alla fine nonostante il caldo imperversi ancora. Anzi. un agosto così caldo anche nella seconda metà del mese è piuttosto raro. Contenti i viticoltori che già da alcuni giorni hanno iniziato la vendemmia… per loro una buona annata: luglio piovoso e agosto secco e soleggiato…meno contento chi ha piantato mais e soia… troppo secco e il raccolto è a rischio… mais e soia  a me stanno proprio antipatici perchè dietro di loro c’è l’abbandono della campagna e il ricorso a colture buone solo per l’allevamento intensivo… ma questo è un altro discorso.

L’orto è secco e una delle attività principali è quella di destreggiarsi tra tubi e tubicini per dare acqua alle piante… alla fine, in questo periodo, abbiamo anche abbandonato l’impianto a goccia per dare acqua alla terra che dobbiamo fresare. E’ diventato necessario bagnare il terreno abbondantemente prima di lavorarlo perchè altrimenti hai a che fare o con  strato di polvere impalpabile in superficie e con una crosta durissima poco sotto… se passi con la fresa in queste condizioni sollevi una nuvola di polvere e si crea una visione apocalittica con il sole a picco colori intensi tutt’intorno ed una nuvola di terra che avanza minacciosa e tu stai al centro di questa nuvola con il tuo piccolo motocoltivatore che sembra una macchina enorme, potente, apocalittica…

stiamo piantando il radicchio di treviso tardivo. Ma abbiamo anche approfittato della intensità del sole per seccare i pomodori come fossimo in sicilia o in puglia… ebbene sì! abbiamo fatto i pomodorini secchi qua da noi, in soli te giorni i pomodori di seccano  perfettamente… ma che stiamo andando verso la fine di agosto te ne accorgi da come il campo la mattina presto sia umido di rugiada…

E nonostante che le condizioni atmosferiche facciano pensare di essere ancora a luglio ti accorgi che i pomodori sono sempre più scarsi e le piante stanche e rinsecchite… ancora in piena produzione le melanzane mentre i peperoni potrebbero dare il meglio di loro a breve… ma il sole troppo forte li ha “pestati” a dovere…

aspettiamo che i fagioli piantati a luglio vadano in produzione mentre continua la lotta contro le erbacce che, chissà perchè, continuano inesorabili a prosperare.

stiamo piantando: radicchio di treviso tardivo, radicchi vari, cavolacee varie (verze, cavolo calabrese, cappuccio, cavolfiore ecc), scarola, bieta da taglio e bieta da costa… spinaci..

stiamo raccolgiendo: melanzane, zucchine (da seconda semina  in quantità limitata) peperoni, insalata, fagiolini, pomodori…

Ah, dimenticavo! con dell’olio di oliva extravergine oramai scaduto abbiamo cominciato a fare sapone… bellissima esperienza che vede il coinvolgimento di altre amiche e che non sarebbe niente male continuare…

 

casa aperta noale

agosto 21, 2011

mercoledì 24 agosto “casa aperta” presenta un film piuttosto “pesante”.
Lo dedichiamo ad un pubblico forte e duro che non teme colpi di sonno, aggressioni di zanzare, fumane di calore…

Koyaanisqatsi è un film documentario che dura 2 ore e mezzo senza che sia pronunciata una sola una parola e senza una “trama” vera e propria. E’ un film di sole immagini, potenti, bellissime, dure nella loro inequivocabile verità.

http://casaperta-noale.blogspot.com/

ferragosto

agosto 15, 2011

Ferragosto. Leggo su wikipedia che la festività di ferragosto fu istituita da Ottaviano Augusto nel 18 a.c. “per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli.” Eccolo là, il solito politico di turno  che non avendo mai preso in mano una zappa va ad inventarsi “la fine” dei lavori agricoli…

In realtà in campagna è  un periodo molto denso di attività e, più modestamente, per chi si occupa di ortaggi è il periodo che oltre a raccogliere le verdure  estive è anche il momento di fare l’orto d’ inverno.

E qua cominciano le dolenti note. Porri, radicchi, biete, indivie, cavolacee varie… dovresti stare sempre in orto a lavorare… altro che ferragosto! Perchè oltre che semine e trapianti devi darti da fare con l’innaffiare, il tagliare erba, lo zappare, il raccogliere… è tutt’uno. Mi lamento? Certo! come dicono sempre i miei amici ortolani “il brutto del lavoro è che la terra è bassa!”

Ora, se uno dovesse appellarsi alle origini della festa di ferragosto, che dovrebbe festeggiare dovrebbero essere proprio i contadini, ma non è così. In questo periodo constato che in ferie ci sta un mucchio di gente… (compreso che non dovrebbe….ma questo è un altro discorso) e fatalmente è anche il periodo che l’orto è piuttosto generoso di prodotti… succede così che, tra restrizione del numero di clienti e incremento produttivo  il “differenziale” tra la domanda e l’offerta indica un incremento di surplus produttivo (qua a noi quelli di Wall Street ci fanno un baffo!) e una conseguente ………. un momento. Se alla fine di una giornata le melanzane raccolte superano la richiesta ( e già qualcuno ci dice: per piacere, niente melanzane… o niente questo o quello perchè ho ancora quello della settimana scorsa…) allora che fare dell’eccedenza? ma la risposta è semplice ed è dentro di voi! (e non è nemmeno sbagliata!)

Si applica il vecchio principio del nullasicrea, nullasidistrigge, tuttositrasforma! ed ecco qua che posso dare sfogo ad una delle mie segrete ambizioni. Darmi alla trasformazione e conservazione dei prodotti dell’orto!!! Bellissimo!

Un po’ di casi lo si fa comunque con verdure a lavare, tagliare,  salare, vasetti che vanno lavati e sterilizzati, salse che si consumano sul fuoco, altre che vanno fatte così ed altre ancora colì… e poi tutto va preparato, etichettato,  controllato, assaggiato… fatto degustare agli amici per sentire critiche, ottenere suggerimenti e restare soddisfatti per i complimenti ricevuti.

però è una soddisfazione lavorare con i  pomodoro che hai piantato, raccolto (grazie a Ludo e Giò) pulito preparato (grazie a Paola e Ludo) e poi passato cucinato invasato…. Made in italy? macchè made in italy… made in Noale-Italy.  E così i sottolii di zucchine, di fagiolini di melanzane e le ricette che via via andiamo perfezionando e che, devo dire, non sono niente male!

Di sicuro anche quest’inverno riusciremo a non morire di fame..

buon ferragosto a tutti!!!!!!!!!!!

un mare d’erba e altro

agosto 1, 2011

Un po’ ci speravo, ma in cuor mio ben sapevo che la cosa sarebbe stata molto diversa e che, alla fine, l’erba avrebbe preso il sopravvento…

poco alla volta la marea verde sale e copre insalata, fagioli, pomodori cappucci melanzane peperoni… Ma sotto la marea verde, penso, le cose continuano come prima… l’insalata cresce, cresce il fagiolo e crescono i pomodori… ecco l’inganno della ragione che prende il sopravvento in me… macchè, la natura sembra fregarsene di quello che è il mio pensiero. Sotto l’erba cappucci peperoni e melanzane soffocano….

Ma io, dico a mia difesa, applico il metodo di Fukuoka… giustamente riveduto e corretto da me stessi in persona!…ossia devo “intervenire” il meno possibile… cercando solo di “regolare” l’eccessiva crescita delle erbacce  con il taglio sistematico  dell’erba ed senza togliere le radici… IN realtà, almeno per certi versi, è quanto sto facendo. Mi passo delle bellissime ore chino a tagliare le erbe… procedo con un falcetto che ho comprato per 3 euro ad Ostuni e che taglia come un rasoio.

Se devo dire la verità, mi rendo conto che da un punto di vista visivo si ha l’idea di un orto piuttosto disordinato, perchè siamo educati a vedere gli ortaggi uscire direttamente dalla terra nuda. Avere erbe attorno alla pianta coltivata rimanda ad una idea di incuria e di scarsa manutenzione dell’orto. In realtà, almeno vedendo fagioli cappucci melanzane insalate e quant’altro i risultati del nostro orto non sono così nefasti come uno potrebbe pensare…

A volto mi capita di vedere degli orti perfetti. neanche un filo d’erba in tutto l’orto. Un po’ li invidio.

In questo periodo la produzione di melanzane, pomodori, fagioli, fagiolini è tale che ho cominciato a “conservare” tutto quello che eccede. Ci stiamo dando alla realizzazione di ottimi sott’olii.. Che siano ottimi lo dico io, ma, almeno per ora, sono veramente soddisfatto della qualità dei vari prodotti…zucchine sott’olio con aglio e origano, fagliolini alla veneta con aglio e acciughe, salse di pomodori con melanzane, con olive e acciughe, peperoni e cipolla… e poi tant’altro… perchè è bello lavorare nella certezza che il nostro prodotto ( a parte le acciughe che non sono nostre) è tutta roba assolutamente sana e che non è passata sotto il giogo della chimica. Olio extra vergine Donna Gnora, e poi tutto di nostra  produzione, aglio, origano, pomodori, cipolle, melanzane, basilico..

Intanto ci stiamo preparando all’inverno. Abbiamo già piantato porri, ed è ora di andare avanti con i radicchi, cavolfiori, verze, cavolo nero, radicchio tardivo, erbette, bieta, finocchi ecc… Sarebbe bene che la terra si asciugasse perchè entro il 15 agosto gran parte di quanto sopra deve stare a dimora se vogliamo, in qualche modo, riuscire a produrre per l’inverno…

 

il complotto dei metereologi

luglio 5, 2011

Avevo guardato, come spesso faccio, le previsioni del tempo… il meteo di Repubblica non dava pioggia, ilmeteo.it dava pochi millimetri durante la notte.. questo, almeno è quello che ricordo.

‘Sta notte.: il diluvio!

Sto cercando lo scemo che ha lasciato aperti i finestrini del furgone. Lo faccio, ovviamente, per cercare di scaricare la colpa su qualcun altro che non sia io. PErchè lo so che sono stato io, ma sono pronto a negare l’evidenza, o almeno, una parte di me rifiuta di prendere anche solo in considerazione il fatto che per tutto il giorno dovrà guidare rigorosamente seduto sull’umido per una mia lieve dimenticanza.

LA notte tra giovedì e venerdì ha grandinato. Io non ho avuto conseguenze, ma Piero, che ci fornisce pesche e susine ha subito danni non lievi.

Anche Adriano ha sofferto la grandine, specie per le zucchine.

Sta mattina, poi, sono andato in orto per raccogliere un po’ di cose. Siccome ieri pomeriggio avevo “legato” alcuni pomodori, ricordavo esattamente che ci stava qualche frutto quasi maturo..seguo quindi il filare quando, là dove il terreno opportunamente “baulato” degrada leggermente in discesa, sprofondo nel fango fino a metà gamba. Ferma tutto.. niente pomodori altrimenti faccio danni.

Vado a raccogliere zucchine e melanzane che se ne stanno nella parte “alta” dell’orto.

Insalata. Raggiungerla è impresa da truppe speciali………

. e tutto questo perchè i meteorologi stanno dalla parte della grane distribuzione… e si divertono ad ingannarci, mandandoci la pioggia quando meno ce l’aspettiamo ( per quale motivo, altrimenti, avrei lasciato i finestrini aperti?)

 

Poi vado

 

casa aperta

luglio 4, 2011

mercoledì mattina

giugno 30, 2011

saranno le sei, ma la luce è piena forte tersa. Mi ricorda quella luce di un isola siciliana che, appena sbarcato da un piccola nave da trasporto, mi colpì per la sua intensità. Ed era appena l’alba.

Attorno a me il silenzio rotto solo dal ronzio di qualche calabrone.

Raccolgo zucchine. I fiori gialli, aperti e turgidi di rugiada, contengono ognuno almeno due api. Per un attimo temo che il leggero movimento del coltello che taglia alla base la zucchina vada ad infastidire le api che potrebbero sentirsi minacciate dalla mia presenza. E invece no. Capisco subito che si crea una sorta di complicità, tra me, le api e la pinta di zucchine. Mi chiedo se questa possa soffrire dalla amputazione del frutto, ma non mi pare di colgliere sofferenza, ma piuttosto provo riconoscenza per il dono disinteressato che la pianta ci da.

Poi passo alle melanzane: sono un trionfo!. Il bello è che non ho mai amato particolarmente la pianta della melanzana fino al giorno che me la sono vista invasa dalla dorifora.  Da quel momento salvare quelle piante è stata una missione, una sorta di sfida alle mia ancora scarse capacità contadine. Ed ora, se c’è un posto dove amo sostare nell’orto è proprio in mezzo alle melanzane a contemplare il rigoglio della vegetazione.

Ed eccolo la, il cetriolo! il colpevole, il portatore sano ed innocente di escherichia coli! innocente comunque perchè la verdura in se non ci ha niente a che fare con i coli batteri… in caso può essere l’acqua contaminata… ma questo è un altro discorso. Il cetriolo è di un vitalismo incedibile. Da un giorno all’altro è capace di buttare fuori nuovi fiori e nuovi frutti in quantità industriale. Forse, se mi fermo davanti al cetriolo per dieci minuti, riesco a percepirne la crescita. Quello che si dice :crescere a vista d’occhio! Ma io non amo molto il cetriolo. Poi la memoria visiva mi manda alla “cassetta” ordinata da “nonna carla” (che altro non è che mia madre in persona!) e la nota a fianco dell’ordine: NO CETRIOLI. Eccola là, l’origine di una antica diffidenza!

Saranno le 6 e un quarto è già comincio a sudare: giornata calda, oggi. Bisognerà dare acqua anche se le previsioni dicono tra tra domani e dopo domani dovrebbe piovere… e stranamente le previsioni hanno ripreso a sbagliare.. nonostante la tecnica, i satelliti, i modelli matematici. A volte le previsioni sbagliano ed ho imparato che quando serve è necessario dare acqua anche a prescindere da quello che viene previsto…

Passo accanto ai fagioli. Rigoglio! pieni di fiori e di api che ronzano attorno.

Ma vado di fretta, uno sguardo ai pomodori che cominciano a rosseggiare qua e là… è proprio estate!

Devo correre a finire le cassette per essere alle dieci al Tronchetto. E poi mi aspettano altre consegne a Mestre. Lascio l’orto mentre vedo tutte le cose che dovrei fare… rimando tutto al pomeriggio…

 

 

 

 

non mangiare verdura cruda?

giugno 20, 2011

Ieri ero a pranzo con amici….

Ad un certo punto una cara amica se ne uscita con la frase “io verdura fresca non ne mangio più…” Non avendo capito subito il significato della frase ho chiesto chiarimenti e mi ha risposto… per via dell’e-coli… Ah, eccolo qua. Come per l’aviaria, come per la suina, ora abbiamo l’e-coli…. che è una minaccia davvero incredibile. Sta nella verdura e nella carne, il cielo e in terra. L’importante è l’allarme… poi tutto so tradurrà il vaccini, misure di profilassi varie e il nuove procedure di “salute alimentare” dove per salute alimentare si intenderà che dovremmo mangiare prodotti pre-trattati sterilizzati, pastorizzati, confezionati con solfati vari e denaturalizzati. Quando poi mangeremo questo splendidi prodotti realizzati per il nostro bene da una benefica multinazionale potremmo integrare la nostra dieta con appositi integratori dietetici che ci forniranno tutti gli elementi che il processo industriale di preparazione del cibo, per sicurezza alimentare, avrà rigorosamente escluso dagli alimenti.

Ovviamente il pericolosissimo cetriolo sarà mangiato solo da qualche incosciente a rischio della propria vita… e cosi anche il perfido germoglio di soia…

ah, dimenticavo… potremmo compare in via preventiva uno stock di vaccino…

poi, quando tutto sarà “passato” potremmo riparlarne.

Stando a quello che si legge, comunque, la contaminazione avviene ipoteticamente per contatto esterno a causa della manipolazione dei prodotti….dunque qualcuno manipola i prodotti con le mani sporche oppure il prodotto viene a contatto con sostanze contaminate …

beh, lavate bene la verdura, sempre e comunque e a prescindere da e-coli….

notizie varie dall’orto

giugno 13, 2011

Grande e benefica pioggia per la campagna. Non tanto e non solo per me, ma per tutti. Questo però vuol dire anche incrementare l’attività per dare una calmata alle erbe infestanti.

Fine dei piselli… raccoglieremo gli ultimissimi e poi via tutto … al loro posto metteremo fagioli, proveremo anche, per la gioia di qualche nostro amico, a vedere se riusciamo a tirare su gli azuki, chiamata anche soia rossa, ma secondo alcuni appartiene alla famiglia dei fagioli e non della soia.

Diciamo che i piselli non sono stati un trionfo. Io speravo in una produzione maggior

e, specie di quelli che avrebbero dovuto crescere fino ad una altezza di 90 cm (mezza canna) ma che si sono fermati a non più di cinquanta centimetri… Troppo secco, evidentemente, E questo ho inciso decisamente su crescita e numero di piante che si sono sviluppate, molte poche in confronto alla quantità di seme. Sul fatto di togliere tutto senza aspettare una possibile fioritura dopo le ultime piogge c’è stata discussione accesa… ma la cosa che ha messo tutti d’accordo è il fatto che più passa il tempo e più il pisello “perde” la sua dolcezza e diventa piuttosto coriaceo ed insapore. Così, via tutto!

Torno sui cappucci. Per necessità. Ne abbiamo sempre e sempre li proporremo perchè il cavolo cappuccio bene o male c’è sempre, col caldo e col freddo, con secco e col bagnato. E’ benefico, è umile e lo raccogli in un attimo… Se raccogli fagiolini o i piselli nani ti accorgi in un attimo di quanto le terra sia bassa. Curvo sotto il sole ti lasci prendere dalla disperazione di avere davanti a te un fila sempre interminabile di piante dal passare…. Invece il cavolo sta là, bello in mostra e in attimo lo raccogli… per fare un kilo di fagiolini ci stai almeno mezzora di tempo, per un cavolo solo pochi istanti. Chi non ama il cavolo dovrebbe assumere questo punto di vista (le sto tentando tutte…).

I primo fagioli  borlotti (quelli screziati rossi e bianchi) dovrebbero essere pronti tra una quindicina di giorni mentre una prima produzione di cannellini è del tutto andata e non sembra dare particolari segni di vita. Li ho ripiantati ed ora è da vedere se si fanno coraggio oppure sono partito da una semente compromessa (semente marchiata bio e biodinamica, ma non particolarmente vivace, almeno così sembra….) anche per le melanzane ci sarà da aspettare almeno una quindicina di giorni, almeno per quanto riguarda il nostro orto… forse Adriano è più avanti… Ricordo che io sono stato aggredito da una infestazione da dorifora che mi ha impegnato in una lotta all’ultimo sangue per salvare le melanzane. Queste un po’ ne hanno risentito perchè la voracità della dorifora è in grado di distruggerti nel giro di un uno o due giorni un intera piantina lasciandoti solo uno stelo inutile…E questo è stato un pericolo che spero definitivamente superato anche se non è mai detto.

Per i peperoni c’è da aspettare.

Nel nostro orto i pomodori sono ancora indietro (li ho seminati e piantati molto in ritardo…prediligendo qualità che nascono e crescono senza bisogno di tutori….)  ma sia Adriano che Samuele sono molto più avanti di me…Io parlo di Adriano e di Samuele come se tutti dovessero conoscerli… in realtà essi rappresentano due diverse aziende che forniscono i prodotti e coltivano secondo i principi della coltivazione che potremmo chiamare naturale, o buona agricoltura o biologica se non fosse che oramai “biologico” viene a coincidere con un sistema di “certificazione” che personalmente non condivido e un po’ mi insospettisce perchè rischia di emarginare proprio quei piccoli coltivatori che praticano ancora una agricoltura senza ricorso alla chimica di sintesi, ai fertilizzanti non naturali, all’uso di pesticidi e diserbanti.

Meloni… è la prima volta che proviamo a piantarli e staremo a vedere. E anche cetrioli. Li abbiamo piantati proprio nei giorni in cui erano incriminati per essere i presunti portatori in Germania dell’ E-coli…. come se la responsabilità fosse del cetriolo…che è diventato tossico..

e penso che dovrò seminare ancora bieta e spinacci…e altro ancora… è anche tempo di seminare porri per l’inverno… (di già? mi mette un po’ di tristezza pensare all’inverno… prima ancora che sia iniziata l’estate!)

a presto

 

il pericolo arriva dalle ciliegie

giugno 8, 2011

La ricerca tedesca brancola nel buio. Dopo il cetriolo, il salame di cervo, i germogli di soia si analizza l’intera catena alimentare alla disperata ricerca della fonte di contaminazione causata dall’e-coli, che non e propriamente una nuova piattaforma di comunicazione, ma un batterio ampiamente conosciuto che soggiorna anche nel nostro intestino, ma anche in quello delle mucche e quindi nel lettame e in quant’altro.

Siamo quindi di fronte ad una cosa molto diffusa ed usuale che però, guarda caso, sta assumendo una “mutazione” resistente agli antibiotici e quindi molto pericolosa. Solo pochi giorni fa la pubblicità “progresso” ci metteva in guardia dall’uso eccessivo di antibiotici e dal fatto che sempre di più l’uso sistematico di queste sostanze rafforzava i ceppi di batteri che divenivano via via più resistenti..

I sintomi della nuova infezione sono abbastanza “classici”… di base si tratta di diarrea…

Seguendo questa traccia noi dell’orto in cassetta abbiamo messo in campo tutte le nostre conoscenze specifiche e abbiamo attivato i nostri laboratori per individuare l’origine della contaminazione.

Il metodo da noi usato è quello già verificato dai professori Antonio Magna e Adalberto Cirasa.

L’esperimento di laboratorio consiste nel lasciare sul tavolo di soggiorno alcune verdure a rotazione secondo una procedura certificata, appunto, con il metodo Magna Cirasa.

Si parte con mettere per due ore un cesto di zucchine sul tavolo di una  stanza di passaggio di una famiglia media. Dopo due ore che le zucchine stanno là, si controlla il campione e se nessuna zucchina è stata mangiata vuol dire che probabilmente è un cibo da consumare cotto.

Sostituendo il campione con delle mele, si potrà constatare che dopo due ore, forse, alcune mele saranno sparite. A questo punto si dovrà monitorare  l’intero nucleo familiare per verificare se qualcuno ha avuto o avrà in un prossimo futuro una qualche alterazione intestinale…

Il metodo Magna-Cerasa prosegue secondo un protocollo che prevede l’alternarsi di varie verdure e diversi frutti….

Con questa metodologia noi del laboratorio dellOrto in cassetta abbiamo accertato che il veicolo della contaminazione avviene attraverso le ciliegie. Infatti abbiamo lasciato sul tavolo del soggiorno un tre chili di bellissime ciliegie…. Dopo meno di due ore non restava più nulla e in serata un membro della famiglia lamentava disturbi intestinali riconducibili alla specifica contaminazione.

Abbiamo trasmesso i dati ai tedeschi..

Su una cosa, però, siamo anche noi molto d’accordo con i nostri colleghi teutonici: è necessario lavare la frutta e la verdura molto bene per evitare ogni possibile veicolazione di e-coli da mano a bocca… Se poi la smettessero di buttare antibiotici dappertutto sarebbe anche meglio….

cavolo cappuccio

giugno 6, 2011

il cavolo Cappuccio appartiene alla famiglia delle brassicacee , Chechè se ne dica la famiglia Brassica non è poi così nobile come vorrebbe far credere. Anzi. I signori Brassica sono di poveri natali. Pare che la loro origine sia in Normandia, dove nascono spontanei: pianti fagioli ed escono cavoli….

Però la natura guarda al concetto di nobiltà in modo molto relativo, Anzi. Il cavolo ha un potere antiossidante notevole, che vuol dire che fa bene.

Già ne parlo, circa un anno fa, in questo illuminante blog, a significare che dico sempre le stesse cose. Pazienza!

http://notiziedallorto.wordpress.com/2010/03/03/mala-tempora-bollettino-del-4-marzo-2010/

Noto che il cavolo è uno dei prodotti che ha un indice di gradimento pari a12,5. Ossia non è particolarmente amato da una fascia dei nostri usuali clienti.

E’ chiaro e del tutto evidente che il cavolo merita un indice di molto superiore. Quindi questo post ha la funzione, piuttosto subdola, di indurre, anche in modo surrettizio, l’incremento di consumo di cavolo.

Uno dei limiti maggiori è che molti usano il cappuccio solo crudo. Anche sul modo di utilizzo mi permetto di suggerire alcuni piccoli accorgimenti.

Il cappuccio va tagliato molto sottilmente almeno una mezz’ora prima della consumazione… poi c’è chi suggerisce, appena tagliato di aggiungere sale fino e lasciare che questo agisca ammollando la verdura … c’è anche chi, dopo averlo salato e lasciato “riposare” almeno una mezz’ora, si prende la briga di strizzarlo tra le mani per far uscire l’acqua e in questo modo addolcirlo.

Poi, per parlare sempre del cappuccio a crudo, c’è chi lo condisce con olio e aceto e chi, invece, fa un soffritto veloce di aglio e olio extra vergine e condisce il cavolo  in tal modo.

Ma, cosa del tutto stupefacente, il cappuccio si può fare anche cotto… e qua la sequela delle ricette non ha fine.

Ricordo, in primo luogo, che lo si può “stufare”. (anch’io a volte mi stufo, ma non sono buono come il cavolo). Olio, cipolla, cavolo tagliato sottile, sale, un po’ di aceto….  aggiungere acqua o brodo… cuocere per un 40 minuti.

poi ci sta tutta la variante del cavolo con la carne, specie quella di maiale…. oppure con la pancetta, lo speck, il lardo.

ma ci sono pure le minestre e le zuppe.

C’è un mondo dietro al cavolo, e, non a caso, è sotto ai cavoli che nascono i bambini..

qualcuno si offre per indicare la sua miglior ricetta di cavolo?

l’ira funesta

maggio 27, 2011

Non è che sia così semplice “liberarsi” di afidi e di dorifora.

Uno degli inconvenienti che offre la coltivazione senza chimica è il tempo. Se tu vuoi “diserbare” un terreno devi lavorare di zappa oppure rivolgerti ad un consorzio agrario che ti fornisce prodotti che “diserbano” in un attimo… così con le aggressioni degli insetti… nel mondo della chimica si fa presto: un potente insetticida e via, il gioco è fatto e le verdure crescono senza altri inconvenienti apparenti…

Ma nel mondo della “buona agricoltura” le cose sono un tantino più complicate ed interessanti. C’è di mezzo il tempo di risoluzione del problema che è un attimo più lungo e c’è di mezzo anche un fatto di “testa” . Provare, osservare, ragionare, riprovare….

Ecco perchè, secondo me, la coltivazione diventa veramente un modo particolare di affrontare i problemi ed assume un significato ben superiore rispetto alla semplice produzione di una zucchina o una melanzana. Ma questo fa parte di un modo dei “intendere” particolare del produttore. Questo pensiero mi veniva alla mente mentre leggevo alcuni interventi su questo blog… Ho avuto la percezione che qualcuno potesse pensare: “ma che sfigati questi! sempre un problema nuovo”… oppure: ” ma ‘sti qua stanno sempre a lamentarsi….”. Questo è esattamente quello che penso io  quando sento parlare i coltivatori. Mai che le cose vadano bene: a volte è il clima, altre volte la poca acqua altre volte la troppa acqua, alcune volte gli afidi, altre volte il ragnetto, altre volte la peronospora, altre volte…e via di seguito in una lunga sequela di sfighe…. e anch’io mi ci ritrovo. Eppure ho capito una cosa: non è che uno si lamenta per lamentarsi… è che molto del “pensare” del coltivatore va a finire su quel determinato problema che gli “rovina” il prodotto. Alla fine la cosa fondamentale è che hai la testa dentro quel determinato problema e ti dispiace vedere che le cose non si risolvano come speravi e come vorresti… E’ una specie di preoccupazione costante che fa parte del gioco. Del bello del gioco.

Certo, quando vedi la piantina di melanzane completamente “divorata” dalla dorifora, hai un motto di rabbia, ma subito dopo subentra la voglia di rimediare, di trovare una soluzione di salvare le altre piante… e tutto diventa una sfida, una sorta di ostinato corpo a corpo tra te e il problema.

Visto da fuori, quindi, uno potrebbe anche pensare che questa sorta di “lamentela” del coltivatore sia un modo di essere piuttosto gretto. In realtà solo che conosce il gusto di questa “lotta” capisce di quanto sia coinvolgente questa sfida con gli elementi della natura. E’ un po’ come chi va per mare in  barca a vela: le cose più divertenti sono quando gli elementi ti giocano contro, perchè sono i momenti che meglio ricordi e che ti restano impressi.. Bestemmi contro il vento che non c’è o contro il vento che è troppo forte… eppure, sotto sotto, non aspetti altro, per metterti alla prova, per avere il brivido  della sfida..

ma alla fine, come è andata finire con i miei problemi di afidi e dorifora?

Gli afidi avevano preso di mira la bieta e le zucchine. Ma, detta tra noi, la cosa mi preoccupava relativamente.

Intanto ho notato una grande presenza di coccinelle e questo è sicuramente un buon segno. Infatti la coccinella è un antagonista naturale dell’afide e questo mi aveva rincuorato.

Giravo tra le zucchine preoccupato per l’estensione della contaminazione quando mi vedo due coccinelle intente a fare i loro comodi come se nulla fosse. Mi indigno, con tutto quello che c’è da fare voi vi lasciate prendere da basse pulsioni?! ovviamente a questa mia uscita il maschio reagisce come da copione e di rimando se ne esce con un “fatti i fatti tuoi!” Impunito! gli dico io, ora ti schiaccio, così impari… Vedendo il mio piede d’ordinanza avanzare deciso verso di lui, il coccinello resta intimorito e mi dice con voce concitata: ma tu hai visto quanti afidi ci sono? sono una cifra! certo, gli dico io, è proprio per questo che trovo il tuo comportamento del tutto fuori luogo.

A questo punto il coccinello, senza interrompere le proprie attività, mi spiega: ma lo sai che un solo afide è in grado di moltiplicarsi ad una velocità impressionante per partogenesi producendo femmine che a loro volta figliano femmine già fecondate?  la fecondazione avviene solo una volta all’anno e per tutto il resto dell’anno le afidi fanno femmine già fecondate – ripete – ma ti rendi conto? E secondo te, noi dovremmo riuscire a fronteggiare questa invasione senza avere rinforzi? Noi non siamo afidi e dobbiamo riprodurci con metodi “naturali”. Capisci? noi stiamo facendo programmazione e prevenzione allo stesso tempo…

Convincente!

Di mio ci ho messo un trattamento con EM (microorganismi effettivi) whisky e aceto.. ho risparmiato le piante dove vedevo coccinelle che la sanno forse più lunga di me in fatto di afidi e mi pare che la cosa si sia abbastanza ridotta…

La maledetta dorifora, invece, si è dimostrata un bestia veramente bestiale. Oltre al trattamento di cui sopra, ho anche provveduto ad una irrorazione con olio di neem e EM. Però il grosso del lavoro l’ho fatto d’impulso: un corpo a corpo furibondo!  Non è che le larve della dorifora siano particolarmente reattive… quelle mangiano e basta! in un attimo crescono divorando le foglie delle melanzane e distruggendo completamente la pianta. ma sono tante e sono brutte!

beh, insomma, forse ci rimetterò qualche piantina, ma alcune piante hanno già ripreso a buttare fuori foglie nuove…spero di aver risolto il problema, oppure, questo pomeriggio, prima che arrivi la pioggia ci faccio un altro trattamento  di olio di neem e EM… perchè, a questo punto, l’importante è vincere!

a’ la guerre comme a’ la guerre

maggio 21, 2011

giovedi sera… sta ormai scendendo la notte. Sono di corsa perchè ho un appuntamento tra poco e sono in ritardo.

Ho passato tutto il pomeriggio con i pomodori e con i fagioli. Abbiamo parlato del più e del meno e mi sono trasportato una bella quantità di secchi d’ acqua tanto per rispettare il programma del mio body trainer personale.

Vado a riporre i secchi e mentre passo rapidamente do un occhiata alle zucchine che crescono veramente rigogliose…

ma là in fondo scorgo una piantine stentata… una, due, tre! tre piantine più piccole delle altre, le foglie rugose ed accartocciate…. mi precipito a guardarle e vedo che le piantine soffrono, ma tra la luce scarsa e la presbiteria incipiente quasi come la calvizia, non vedo altro… che è? una muffa, un insetto, una macchinazione giudaico-massonica, un sortilegio?

Ne ne vado all’appuntamento con la testa rivolta alle piante di zucchine sofferenti.

Venerdì mattina sono in campo presto e la luce del giorno mi rivela l’origine del MALE: Afidi! piccole e stupide bestioline senza senso e senza alcuna comunicativa… non scodinzolano, non scappano, non dicono niente: si fanno i fatti loro sulle mie zucchine!

Però la cosa mi preoccupa…. mi metto a verificare in giro se l’infestazione è limitata o se è estesa… arrivo dalle melanzane, dall’altra parte dell’orto sinergico.  sembra tutto bene… poi il dramma: un attacco concentrico da parte della dorifora!

La dorifora è una bestia!  Sembra un insetto quasi elegante con il suo abitino a righe gialle e nere e i suoi ovetti di un bell’arancione che deposita diligentemente sotto le foglie… poi, da quei begli ovetti nascono dei mostri di bruttezza che in u attimo si mangiano tutto con la loro voracità e le loro pance che crescono a vista d’occhio a discapito delle mie melanzane!

Ah sì?! la mettiamo in questo modo? queste bestie hanno fatto il conto senza l’oste!

Riunisco immediatamente il consiglio di guerra: a parte i soliti titubanti e indecisi, i soliti che inneggiano alla pace e che parlano di generiche trattative con afidi e dorifore, quelli che, al contrario, inneggiano immediatamente ad un bombardamento a tappeto, altri che sostengono un intervento della marina ed altri ancora che butterebbero immediatamente una bomba nucleare, la mia posozione prende il sopravvento.

Prima di tutto l’istinto mi consiglia una rapida incursione dei guastatori e delle truppe speciali..Indosso un paio di guanti di gomma ultraresistenti al titanio e mi butto nella mischia in un corpo a corpo che mi vede trionfare quasi con soddisfazione su nugoli di nemici gonfi di foglie di melanzana.. e la cosa tragica è constatare che ‘ste bestie nel giro di un attimo fanno veramente danni mostruosi.

Cerco di documentare la lotta con un reportage fotografico ma il mio telefonino si incanta dopo la prima foto…e mi dice: sto installando il programma… ma che programma stai installando, cretino! e fermati! premo ripetutamente il tasto che dovrebbe interrompere questo benedetto software ma tutto si blocca… non so più cosa pensare. Stanno cercando di impedire alla libera stampa di documentare l’invasione  e la sofferenza delle melanzane.

Intanto le dorifore subiscono il colpo della mia incursione e non sanno che sto pensando di colpire ancora più duro.

Certo non alla chimica, ma sì all’alchimia! LE dorifore e gli afidi non sanno che da un pezzo mi stavo preparando alla guerra.

Ho fatto con gli EM ossia con i microrganismi effettivi, un macerato di ortica e sto facendo sviluppare un composto, pensa te, di EM, melassa di canna da zucchero biologica, whisky, aceto….ne vedremo delle belle! non sarà proprio un bombardamento intelligente, ma dai, quasi quasi lo si potrebbe definire un bombardamento diversamente intelligente….

al prossimo bollettino di guerra!

finalmente pioggia

maggio 16, 2011

Ecco qua, servito!

Che poi domenica, ossia ieri visto che oggi che scrivo è lunedì ( so tutti i giorni della settimana a memoria…) non è che abbia fatto un diluvio, è piovuto con la giusta intensità: una pioggia fatta apposta per innaffiare la terra che era veramente secca secca.

Domenica all’alba sono corso in campo a spruzzare microrganismi effettivi prima che piovesse.. sulle piantine giovani, da poco trapiantate, ha un effetto molto benefico: rafforza l’impianto radicale e rende la pianta più resistente a tutti i nemici…ad eccezione dei cigni che però sembrano aver capito perfettamente che non devono sconfinare… a proposito di ospiti: da una decina di giorni sto dando rifugio ad un fagiano maschio che ha chiesto asilo politico. Sto profugo si nasconde o dentro i passaggi dell’orto sinergico o nel fossato che divide in due il nostro terreno… quando passo mi sbuca fuori all’improvviso urlando in quella sua lingua incomprensibile e si allontana planando in un volo rasente e quasi grazioso ….

Tra le buone notizie della settimana (lo racconto anche se la cosa interessa principalmente la mia schiena e quella di chi mi aiuta in questa incombenza che spero sia finita) è che arivata la nuova pompa per irrigare…. una bestia che getta fino a 1100 litri d’acqua al minuto…. fino a venerdì siamo riusciti a tenere in vita l’orto a suo di secchi d’acqua. Un lavoro da pazzi che ogni giorno, verso sera, ci costringeva a portare decine e decine di secchi in giro per il campo per evitare che, soprattutto le piante giovani, restassero secche sul terreno.

Però che soddisfazione quando un mio amico, cui avevo regalato alcune piantine di zucchina, è venuto in visita a constatare di quanto fosse avanti la mia produzione…ma come, le mie non sono ancora partite… Beh, certo! mica sei bravo come me! rispondo Ma poi gli racconto di microrganismi, di sperimentazione e mi improvviso esperto.

Zucchine, quindi, non tante.. ma l’inizio.

Sul fronte del pane, però, lamento una settimana infame.

Mercoledì, per la prima volta in tre anni, il pane non mi è lievitato per nulla. Non so cosa sia successo…ma il pane uscito dal forno aveva la consistenza del sasso… Venerdì, invece, la lievitazione era buona ma c’era qualcosa di spagliato nella consistenza del pane… Cioè non sono soddisfatto per nulla dei miei risultati.

maggio

maggio 9, 2011

Il sole splende e di questo devo essere contento. LA temperatura non è eccessivamente alta ed anche di questo non mi posso lamentare. Esiste ancora una forte escursione termica tra notte e giorno. La terra, dicono gli esperti, di notte diventa troppo fredda… attorno al 10 gradi…. e questo inevitabilmente rallenta la crescita delle piantine… e poi manca la pioggia…. insomma a ben cercare si possono sempre trovare degli ottimi elementi per lamentarsi.

Beh, lo scorso anno è stato molto piovoso, specie da settembre a tutto gennaio febbraio la pioggia è stata abbondante. LA dalle ultime piogge di febbraio da queste parti non è più piovuto. la scorsa settimana mi hanno raccontato di un temporale notturno abbastanza piovoso che ha preso Mestre e un po’ di campagna fermandosi a pochi chilometri da qui… piove sempre sul bagnata…

Però, nonostante la scarsità di pioggia, le piantine crescono con un certo orgoglio. decise e ben disposte nel dare i loro frutti.

Io invece sono piuttosto in ritardo con le semine.. troppo occupato ad innaffiare sto trascurando la semina… oggi stesso voglio correre ai ripari per non avermene a pentire in seguito.

Non è che si possa dire con certezza il momento esatto in cui si deve seminare, ma a volte, specie nelle piante a ciclo lungo, pochi giorni di differenza si traducono il distanze abissali. Faccio l’esempio del radicchio tardivo, Avevano trapiantato a luglio le piantine in due momenti diversi ( stavo dicendo “scaglioni” quasi si trattasse di questioni pensionistiche). Il primo trapianto è andato benissimo. buon radicchio bello ricco che abbiamo cominciato ad imbiancare a gennaio… non così il secondo trapianto e tra uno e l’altro solo 15 giorni di differenza.

Insomma devo darmi da fare specie con i fagioli, fagiolini e legumi vari.

appena cambia la luna e diventa calante, mi pare verso il 17 maggio, devo procedere con muove semine di insalate, spinaci e biete…

appena riscalda un po’ la terra credo che faranno la loro comparsa le zucchine.. sicuramente entro maggio…

e i pomodori? eh, per quelli del nostro orto, coltivati in pieno campo, dovremmo aspettare i primi di luglio… intanto, per chi vuole trasgredire dal prodotto di stagione e locale, e come eccezione e non come regola, dovremo accontentarci delle primizie che arrivano dalla Sicilia.

notizie dall’orto – che si fa?

aprile 25, 2011

Intanto è necessario aggiornare il gentile pubblico sulle questioni relative alle invasioni di cigni sulle coste del nostro orto.

Dopo una tesa mediazione su chi ha il comando della riva, fatta durante una estenuante seduta di discussione tra me e il cigno maschio, si è deciso che i cigni possono stare sulla riva quando io non ci sono.  Possono anche pascolare ma non nella parte coltivata. La discussione si è sbloccata quando il cigno femmina si è allontanata dall’altra parte dello stagno e ha pensato bene di mettersi a covare. Da quel momento il maschio ha capito che doveva mettere la testa a posto e doveva necessariamente “cedere” qualcosa. Così ora lui, il maschio, incrocia nelle acque internazionali vigilando che nessuno vada a disturbare la puerpera. Raramente si avvicina alla riva, ma quando mi vede si allontana brontolando (i cigni brontolano molto sottovoce e non si percepisce alcun verso, ma io so che brontola…)
La situazione, comunque, è tranquilla.

Per quanto riguarda la coltivazione devo narrare di due eventi assolutamente fondamentali.

Premetto che le mie conoscenze in materia di coltivazione erano e sono abbastanza arretrate. Certo che in quest’ultimo anno mi sono dato da fare acquisendo notizie e conoscenze e cercando di mettere un po’ di fantasia e sperimentazione in quello che faccio.  Come già forse ho anticipato in qualche parte di questo blog, mi sto cimentando con l’uso dei Microrganismi Efettivi (EM). Che diavoleria è mai questa?

Le premesse culturali di questi EM le ho trovate in uno dei libri più divertenti ed interessanti che ho letto sul mondo vegetale. Parlo di “Vita segreta delle piante” scritto da Peter Tompkins nel ormai lontano 1973. C’è in questo libro un capitolo intitolato “alchimisti in giardino” che mi ha particolarmente incuriosito. La tesi, molto brevemente, è che la chimica non è sufficiente a spiegare come la natura riesca a trasformare alcune sostanze. L’esempio è quello dell’uovo della gallina fatto di carbonato di calcio… se si nutre una gallina esclusivamente con avena questa potrà selezionare, al massimo, una quantità di carbonato di calcio pari a quella contenuta dentro l’avena… ma fatto un rapido calcolo si verifica immediatamente una contraddizione: la quantità di calcio prodotta dalla gallina in forma di guscio di uova è molto superiore a quella contenuta nell’avena. E dunque? e dunque la gallina produce calcio trasformando altri elementi in calcio. in particolare se si priva una gallina di ogni elemento contenente calcio dopo alcuni giorni il guscio dell’uovo diverrà tenero, ma se alla gallina viene dato potassio questa riprende a produrre uova con un guscio perfetto. Dunque la gallina è in grado di produrre calcio dal potassio. Ma questo elemento è in contrasto con i principi della chimica.

Di tutto questo ragionare tra chimica e biologia, ho intuito che la biologia arriva a combinare gli elementi mettendoci un qualcosa di suo, che sfugge a quella che era la semplice chimica imparata a scuola con le sue formule, le sue valenze, i suoi atomi i suoi legami. LA biologia trasforma e crea secondo principi più “alchemici”. Per esempio la biologia è sensibile alla musica, agli stati umorali della pianta o dell’animale e via dicendo.

In natura esistono dei microrganismi (alcuni buoni altri cattivi) che contribuiscono a cambiare la chimica degli elementi. Conosciamo tutti gli effetti benefici dei batteri dello yogurt, o quelli che fanno acidificare i crauti, o quelli contenuti nella clorofilla o quelli del lievito naturale del pane.

Scegliendo e mettendo assieme alcuni ceppi di microrganismi si è dato vita appunto agli EM che vengono spruzzati sulla terra e sulle piante dando ottimi risultati. Gli EM sono anche utilizzati in alcuni prodotti alimentari o di igienizzazione. Ma quello che più mi piace è che mescolati ad erbe particolari ed acqua danno vita a “medicine” per le piante. Già nella biodinamica  e nella coltivazione biologica si utilizzano macerati di cipolla, ortica aglio ed altro per combattere alcune malattie o contrastare le aggressioni di vari insetti. L’uso degli EM potenzia notevolmente l’azione di questi macerati ridando vita e salute alle piante. E qua mi ci ritrovo tutto a sperimentare gli effetti e le sorprese dei microrganismi e vedere le piante rinascere e diventare bellissime. Di quelle da fiore, poi, non ne parliamo. Sotto i nostri occhi avvengono dei fenomeni straordinari di piante messe in angolo del giardino per avviarsi al cumulo dell’humus che rinascono dopo pochi giorni.

Ed eccomi in orto con la pompa per nebulizzare EM.

Altre cose che ci sono  successe utilizzando EM non le racconto nemmeno perchè potreste pensare che sono diventato un invasato.

L’altra novità che ho deciso in orto è quella della “paciamatura” delle piante con la paglia. Questo l’ho copiato direttamente dall’orto sinergico, ma ho constatato di come la paglia, tenendo più umido il terreno limitando l’evaporazione dell’acqua, aiuti la salute della pianta. Nelle file di insalata che abbiamo trapinatato almeno 20 giorni fa abbiamo fatto un esperimento. Alcune file sono state trattate con EM e paglia, altro solo con EM, altre solo con paglia, altre, infine senza paglia e senza EM ma solo con stallatico. Insomma i risultati sono immediatamente visibili. Le insalate trattate con paglia e EM sono decisamente più belle… quelle trattete come sempre (ossia senza paciamatura di paglia e senza EM ) non le più stentare. Ora sto uniformando la produzione e  sto mettendo paglia ovunque.

sono in crisi

aprile 11, 2011

Questo periodo è proprio brutto per quanto riguarda la varietà di frutta e verdura che va a formare la nostra cassetta di verdure.

Al supermercato si trova di tutto… ci sono pomodorini rossi e splendidi, ci sono zucchine e melanzane, peperoni e cetrioli e una gamma infinita di verze cavoli broccoli cime di rapa ravanelli ecccccccccetera. Di frutta ci sono  fragole, mele, pere, banane arance, perfino pesche, prugne.

il mio mondo invece è avvilente. Non c’è niente. Anche le arance mi hanno abbandonato. Quelle ovaline della scorsa settimana erano francamente scarse, mentre le mele stanno veramente finendo… Tanto per la cronaca devo registrare che le fragole bio vengono all’ ingrosso 5,50 euro al kg… prezzo per me assolutamente proibitivo.

ma il mondo globalizzato non guarda in faccia nessuno. Così l’aglio che trovi è tutto argentino, i pomodorini di cui sopra sono siciliani quando va bene o olandesi nella peggiore delle ipotesi…. Ma quando me ne esco con un “olandesi?!!!” il mio interlocutore, che non è scemo, mi fa notare che tra olanda e sicilia la strada è grossomodo la stessa…. e ” non ti metterai adesso a far questione di italianità? Spero.”

Giusto!

mandarini e limoni… spero siano buoni….questo posso oggi tentare di offrire  se tutto va bene. Sperando che i mandarini siano come quelli di qualche settimana fa…

per il resto mi rifaccio a porri (veneto), finocchi (puglia), cavolfiore (veneto), bieta (nostra) e insalata (veneto)…una qualche carota novella (sicilia)

In campo Donna gnora abbiamo dovuto riseminare i piselli perchè la prima semina ci è andata proprio male, cresce al momento insalata,  bieta, cipolle, aglio e le poche fragole che abbiano in campo sono tutto un fiore.

Nell’orto di Adriano oltre a quanto sopra (i suoi piselli stanno vegetando bene) sono state seminate: patate, fagiolini e fagioli (a rischio se la temperatura dovesse scendere… e di questo periodo potrebbe anche succedere) e cappucci.

A fine aprile penso che seminerà anch’io fagioli, zucchine e trapianterò melanzane peperoni pomodori e altro… adesso è tempo di semina!


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